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Un film su Chris Benoit, il campione assassino

Sul grande schermo l’emozionante e tragica storia del grande wrestler, suicida dopo aver ucciso la famiglia

Chris Benoit

Un film sulla vita di Chris Benoit. La compagnia “SRG Films” ha annunciato l’intenzione di produrre un lungometraggio biografico dal titolo “Crossface” sulla vita del leggendario wrestler canadese.

La trama sarà basata, in buona parte, sul libro “Ring Of Hell: The Story of Chris Benoit and the Fall of the Pro Wrestling Industry”, verrà girato nel 2012 ed uscirà sul mercato mondiale nel 2013.

Il mondo del cinema racconterà, dunque, la storia di Benoit, un lottatore che ha fatto innamorare del wrestling intere generazioni di persone in tutto il mondo e che un maledetto weekend di quattro anni fa ha deciso di andarsene, portando via con sé la sua famiglia.

Benoit è morto suicida a soli 40 anni, il 24 giugno 2007, dopo aver ucciso la moglie Nancy e il figlio Daniel di 7 anni, nella loro casa di Fayetteville, in Georgia, negli Stati Uniti.

Per tutti quelli che, ragazzini e uomini, hanno ammirato le gesta sportive del campione di wrestling non è semplice commentare la notizia che tra un anno la biografia di Benoit arriverà sul grande schermo. E’ un annuncio che suscita emozioni, ricordi e pensieri contrastanti.

Osannato dalla folla e nella sua carriera ritenuto un modello di vita, un esempio per i giovani, con quello sguardo malinconico e combattivo, adesso Benoit viene visto da molti come un mostro, spietato. Uno che senza alcuna pietà per se stesso nè soprattutto per la moglie e il figlio, ha fatto nelle ultime ore della sua vita quanto di peggio si può immaginare.

Il ricordo degli incontri leggendari e le vittorie indimenticabili del “Canadian Cripller” hanno lasciato in fretta spazio all’ebbrezza fugace dell’incredulità e l’onda lunga dello sgomento per il male che quest’uomo ha fatto ai suoi affetti. Resta l’amarezza inconsolabile della famiglia di Benoit, ma anche il rimpianto degli sportivi che hanno conosciuto per anni un idolo, visto e riguardato i suoi voli e le mosse da maestro della lotta. E una mattina il loro campione lo hanno visto morire da assassino.

Beffardo ma tremendamente vero è realizzare come a volte un solo giorno, un momento di follia, possa cancellare tutte le cose buone di un’intera esistenza, e far posto poi al ricordo degli sbagli che hai commesso.

La sceneggiatrice Sarah Coulter, che sta attualmente lavorando al film su Benoit, spiega: “Ci sono molti aspetti sconosciuti di quel weekend in cui hanno avuto luogo gli omicidi, fatto che ha rappresentato probabilmente la causa della nascita di alcune teorie cospirative, per riempire questi spazi vuoti. Chris Benoit è stato l’artefice degli omicidi, ma abbiamo voluto comunque trattare alcune di queste teorie.”

La Coulter ha sottolineato inoltre che “presto verrà annunciato il cast”, aggiungendo infine che “appariranno nel film altre superstar del wrestling: Eddie Guerrero, Kurt Angle e Triple H”.

Chris Benoit ha lasciato dietro di sé un silenzio surreale, luci ed ombre, e un vuoto indecifrabile nei milioni di fans che ancora oggi hanno negli occhi i suoi incontri.

Non è semplice cancellare quel 30 gennaio 2004, quando un piccolo grande lottare canadese con la forza di un toro vinse la Royal Rumble, la famosa rissa fra trenta uomini e per di più in una serata in cui entrò per primo: resistendo per l’incredibile tempo di 61 minuti e 34 secondi e stabilendo il record di permanenza sul ring.

Pazzesco e indimenticabile quel finale di combattimento, con Benoit sollevato in aria da Paul Wight, Big Show, e il canadese che prima di essere scaraventato fuori si aggrappa lui all’avversario (un gigante di 2.16 di altezza per 220 kg) eliminandolo. Il 14 marzo 2004 l’altro capolavoro nel main event di WrestleMania XX, al Madison Square Garden di New York, in un Triple Threat Match con Triple H, il campione, e Shawn Michaels. Vittoria e titolo di campione del mondo.

Chris Benoit con Daniel e Nancy

World Heavyweight Champion con una Crippler Crossface inflitta proprio a “The Game”. Dopo diciotto anni di sacrifici, lacrime e sudore, il sogno di Benoit diventò allora realtà. Ha ragione chi sostiene che quello sia stato uno dei momenti più emozionanti nella storia dello sport. La cintura sollevata al cielo, l’abbraccio tra le lacrime e i baci di un commosso Chris alla moglie Nancy e al piccolo Daniel.

E un altro abbraccio, a centro ring, con l’amico di sempre e campione Wwe Eddie Guerrero, che un anno dopo morirà d’infarto in un camera d’albergo. I due, dopo mille traversie, dopo aver combattuto in ogni continente, per anni e anni, si ritrovavano a Wrestlemania nell’evento più importante dell’anno entrambi campioni del mondo. Il regno da campione di Benoit fu solidissimo e pieno di vittorie, ed altrettanto esaltanti gli anni successivi.

Sarà però amaro e tragico il finale della vita di Benoit e della sua famiglia: e lo sarà, per forza di cose, anche quello del film. Un campione amatissimo che diventa mostro. Il “tagliagole” del wrestling, che tale era solo nel business entertainment, è diventato l’autore di un massacro. E’ la parabola diabolica e il triste epilogo, ancora oggi inspiegabile, di una favola diventata incubo: senza un perché.

“Mio figlio aveva ormai il cervello di un malato di Alzheimer di 85 anni”, spiega Michael Benoit cercando di trovare una risposta al folle piano omicida compiuto da Chris nella casa di Fayetteville. Forse i troppi colpi presi in testa in anni di duri combattimenti, o magari il dramma ossessionante di un bambino che era malato.

Chissà quale disperazione ha armato la mano di Benoit contro Nancy e nell’applicare la sua “crippler crossface” su Daniel. La stessa mossa, terrificante ma adorata da tanti bambini che guardavano Chris in tv e agli show e che poi facevano ore di attesa per chiedergli un autografo.

Chissà come racconteranno al cinema la storia di Chris Benoit. Quando una star muore a 40 anni il destino la consegna al mito. Stavolta non è andata cosi. Non è possibile giustificare chi uccide: ma non è giusto nemmeno vergognarsi di aver applaudito uno straordinario campione.

Vogliamo pensare che Benoit aveva un cuore e se lassù un’altra vita esiste, Chris avrà già volto lo sguardo al cielo come quando vinceva sul ring: stavolta per chiedere perdono a Daniel e Nancy.

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CENNI SULL'AUTORE
Emanuele Cammaroto
Giornalista. Scrive per il quotidiano Gazzetta del Sud; ha collaborato con Rai Uno (Uno Mattina), Rai Tre (Chi l'ha visto), Canale 5 (La Domenica del Villaggio) ed il Corriere dello Sport. Dal 2010 è componente dell'Ufficio Stampa del "Circuito del Mito" presso la Regione Siciliana Assessorato al Turismo, Sport e Spettacoli. Relatore, organizzatore e moderatore di convegni su attualità e cronaca, e conferenze ufologiche.

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