“Non è Morici il killer”
E’ imminente la sentenza del processo a carico di Vincenzo Morici, il medico accusato di avere ucciso per gelosia, la sera del 4 dicembre 1993, la moglie.
La docente universitaria Antonella Falcidia venne assassinata nell’ abitazione dei coniugi, in via Rosso di San Secondo.
Per Morici, primario all’Ospedale di Taormina, i pm Renato Papa, Andrea Ursino e Salvatore Faro hanno chiesto la condanna a 30 anni di reclusione.
La sentenza del procedimento con rito abbreviato è prevista per il 3 marzo. Colpevole o innocente? La difesa si dice certa dell’estraneità di Morici al delitto e spera di aver smontato l’impianto accusatorio.
Per l’avv. Enzo Trantino, difensore del prof. Morici, l’uomo non avrebbe avuto un valido motivo per uccidere la moglie: “Poteva spiegarsi che la moglie uccideva il marito perchè tradita, ma mai viceversa. La ricostruzione fatta dall’accusa è fuori dalla letteratura giudiziaria”.
L’altro legale della difesa, l’avv. Carmelo Galati, ha dichiarato: ”il mio assistito ha presentato invano centinaia di istanze per un approfondimento delle indagini, affinchè si analizzassero meglio gli arredi della casa, e per chiedere che venissero ascoltati altri potenziali sospettati, almeno tre. E allora è molto strano che un imputato chieda tutto questo, a meno che non sia certo della sua innocenza. La verità è che ci sono state centinaia di omissioni nelle indagini e c’è una mancanza assoluta di prove contro Morici”.