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La Sindrome metabolica “il nemico invisibile”

Cari lettori ho il piacere di inaugurare la rubrica dedicata alla salute e di ringraziare la redazione di “La Voce di TAORMINA” per avermi  affidato l’organizzazione del suddetto spazio.

La nostra missione sarà quella di sensibilizzare il lettore alla prevenzione e la cura delle malattie. In questa rubrica verranno pubblicati argomenti medici, a cura di colleghi specialisti, ai quali potranno essere formulate delle domande per avere delle immediate risposte sull’argomento.

L’argomento del giorno è la Sindrome Metabolica il “nemico silenzioso”

INTRODUZIONE   

Con il nome la “ Sindrome metabolica” si intende un insieme di fattori di rischio, legati al sovrappeso ed alla obesità , che aumentano le probabilità di malattie cardiache ed altri problemi di salute come il diabete e l’ictus. Questa serie di disordini metabolici  non danno sintomi visibili ed è per questo che viene anche chiamata “il nemico silenzioso”

Circa 47 milioni di adulti negli Stati Uniti (circa il 15% dell’intera popolazione) presentano la sindrome metabolica ed il numero continua a crescere; il crescente numero di persone affette da questa condizione è collegato all’aumento dei tassi di obesità tra gli adulti, in futuro la sindrome potrebbe superare il fumo come il principale fattore di rischio per le patologie cardiache.

CAUSE

Le cinque condizioni elencate sono quelle che, insieme, causano la sindrome metabolica. 

1) Un largo girovita “obesità addominale”           

L’eccesso di grasso nella zona addominale è un fattore di rischio per le malattie cardiache maggiore rispetto al grasso in eccesso in altre parti del corpo, come ad esempio sui fianchi.

2) Aumento di trigliceridi nel sangue; (un tipo di grasso presente nel sangue).

3) Bassi livelli colesterolo HDL   “colesterolo buono”  nel sangue. Considerato  buono perché riduce le probabilità di patologie cardiache. Bassi livelli di HDL ne aumentano invece le probabilità.

4) Ipertensione arteriosa (pressione alta).

La pressione sanguigna è formalizzata con due numeri, di solito scritti uno sopra l’altro o uno prima dell’ altro , come 120/80. Il primo numero o quello che sta sopra , corrispondente alla pressione sistolica, misura la pressione nel sangue quando il cuore batte. Il secondo numero o quello che sta sotto, corrispondente alla pressione diastolica, misura la pressione nel flusso sanguigno tra i battiti del cuore quando il cuore è rilassato.

5) Livelli di glicemia a digiuno più alti del normale.

Un livello di glicemia lievemente elevato può essere un segno di allarme precoce del diabete.

 Quanti più fattori di rischio sono presenti, tanto maggiori saranno le probabilità di sviluppare patologie cardiache, diabete o un ictus.

In generale una persona con sindrome metabolica ha un rischio due volte maggiore di sviluppare malattie cardiache e cinque volte maggiore di sviluppare il diabete rispetto ad una persona sana.

La probabilità di sviluppare la sindrome metabolica è strettamente legata al sovrappeso, all’obesità ed alla scarsa  attività fisica che determinano una condizione di l’insulino-resistenza, con la quale il corpo non può utilizzare la sua insulina in modo appropriato: (l’insulina è un ormone che l’organismo utilizza per favorire la conversione dello zucchero nel sangue in energia)   causando un aumento dei livelli di zucchero nel sangue.

Cosa succede nell’organismo quando si ha insulino-resistenza?

Normalmente l’apparato digerente scinde alcuni degli alimenti che mangiamo in zucchero (glucosio); il sangue trasporta il glucosio ai tessuti corporei, dove le cellule lo usano come substrato energetico facendolo entrare  con l’ aiuto dell’ insulina. Nelle persone con insulino–resistenza le cellule non rispondono normalmente all’insulina ed il glucosio non può entrare nelle cellule con la stessa facilità. Il corpo reagisce rilasciando sempre più insulina per aiutare il glucosio ad entrare nelle cellule, ma il risultato è la presenza di livelli più alti del normale sia di insulina che di glucosio nel sangue.

Anche se forse non elevato abbastanza per definirsi diabete, un elevato livello di glucosio interferisce con i processi corporei: l’ insulina elevata innalza i livelli dei trigliceridi e di altri lipidi nel sangue ed  interferisce anche con il modo in cui lavorano i reni, provocando un innalzamento della pressione arteriosa.

Ulteriori cause dello sviluppo di questa sindrome sono:

Età.La prevalenza della sindrome metabolica aumenta con l’età, colpendo meno del 10% delle persone nella terza decade di vita e il 40% delle persone nella settima decade di vita. Alcune ricerche  mostrano che circa uno su otto studenti presenta tre o più componenti della sindrome metabolica, un’altra ricerca ha identificato un’associazione tra la sindrome metabolica dell’infanzia  e patologie cardiovascolari dell’adulto decenni più tardi.

Razza. Gli ispanici e gli asiatici sembrano essere maggiormente a rischio di sindrome metabolica rispetto alle altre razze.

Obesità. Un indice di massa corporea (BMI), una misura della percentuale di grasso corporeo  basata sull’ altezza e sul peso, superiore a 25 aumenta  il rischio di sindrome metabolica.

Storia del diabete. È molto più probabile avere la sindrome metabolica in caso di familiarità per diabete di tipo 2 

DIAGNOSI

Diverse organizzazioni hanno i propri criteri per la diagnosi della sindrome metabolica, secondo alcune delle più note linee guida la diagnosi di sindrome metabolica è accertata quando un individuo presenta tre o più di questi tratti:

Circonferenza vita elevata, superiore a 88 cm per le donne e 101 per gli uomini. Alcuni fattori di rischio genetici, come la familiarità per diabete o l’ origine asiatica, abbassano il limite della circonferenza vita (79 cm per le donne e 94 cm per gli uomini).

Elevato livello di trigliceridi pari a 150 milligrammi per decilitro o superiore, o se comunque si è in trattamento per alti livelli di trigliceridi.

Ridotte quantità circolanti di HDL (inferiore a 40 mg/dl negli uomini o inferiore a 50 mg/dl nelle donne).

Pressione arteriosa oltre i 130/85, od in caso di trattamento farmacologico per l’ ipertensione.

Elevata glicemia a digiuno (100 mg/dl o superiore), od anche se tenuta sotto controllo con farmaci.

CURA E TERAPIA

Trattare uno dei fattori di rischio della sindrome metabolica è già difficile, ma occuparsi di ognuno di essi potrebbe sembrare impossibile; tuttavia un cambiamento drastico dello stile di vita e, in alcuni casi, i farmaci possono migliorare tutti i fattori della sindrome metabolica. Fare più attività fisica, perdere peso e smettere di fumare contribuiscono a ridurre la pressione sanguigna e a migliorare i livelli di colesterolo e zucchero nel sangue. Questi cambiamenti sono fondamentali per ridurre il rischio.

Esercizio: i medici raccomandano di svolgere dai 30 ai 60 minuti di esercizio fisico di intensità moderata, come camminare di buon passo, ogni giorno.

Perdere peso: Perdere anche solo dal 5 per cento al 10 per cento del peso corporeo può ridurre i livelli di insulina e la pressione sanguigna. 

Mangiare sano. La dieta mediterranea, come molti regimi alimentari per mangiare sano, limita i grassi non salutari a favore di frutta, verdura, pesce e cereali integrali.

Smettere di fumare. Fumare sigarette aumenta la resistenza all’insulina e peggiora le conseguenze sulla salute della sindrome metabolica. Parlate con il vostro medico se avete bisogno di aiuto per eliminare questa abitudine.

Se non siete in grado di raggiungere i vostri obiettivi attraverso i cambiamenti dello stile di vita, il medico può anche prescrivere farmaci per abbassare la pressione sanguigna, per controllare il colesterolo o per favorire la perdita di peso. Si possono prescrivere farmaci insulino-sensibilizzanti per aiutare il corpo a usare l’insulina in modo più efficace e la terapia con aspirina in alcuni casi può contribuire a ridurre il rischio di infarto e ictus.

PREVENZIONE

E’ possibile prevenire o ritardare la sindrome metabolica soprattutto con i seguenti accorgimenti:

Cambiamenti dello stile di vita: uno stile di vita sano richiede un impegno a lungo termine ed un lavoro di squadra con il proprio medico curante.

Dieta sana: mangiare molta frutta e verdura, scegliere tagli magri di carne bianca o pesce invece che carni rosse, evitare alimenti conservati o fritti in abbondante olio, eliminare il sale da tavola e sperimentare altre erbe e spezie.

Attività fisica regolare e moderata.

Visite mediche di controllo programmate

Controllando la pressione sanguigna, colesterolo ed i livelli della glicemia a intervalli regolari. Effettuare ulteriori modifiche dello stile di vita, se i numeri stanno andando nella direzione sbagliata.

QUANDO CHIAMARE IL MEDICO :
Se sai di avere almeno un fattore di rischio della sindrome metabolica, come l’ ipertensione, il colesterolo alto od una circonferenza in vita elevata, è possibile che siano presenti anche gli altri senza che tu lo sappia: vale la pena verificare con il medico.

GIUSEPPE CINNIRELLA
(Cardiologo interventista-Ospedale   San Vincenzo- Taormina)

CENNI SULL'AUTORE
Giuseppe Cinnirella
Cardiologo Interventista all’Ospedale San Vincenzo di Taormina.

1 Comment

  1. giacomo gariti scrive:

    articolo interessante Buon lavoro. Giacomo G.

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