La gaffe “razzista” di Roberto Bolle
Il ballerino scrive su Twitter: “che scandalo i clochard davanti al teatro”. Poi cancella tutto e prova a rimediare

Roberto Galle
Chi l’avrebbe mai detto che avrebbe commesso un tale errore di “grammatica” sociale? Da anni è ammirato, oltre che per il suo straordinario talento, anche per il suo ruolo di ambasciatore per Unicef (che ricopre dal 1999).
Adesso, però, Roberto Bolle deve rispondere alle critiche che gli sono piovute addosso dopo una frase (probabilmente fraintesa) pubblicata su Twitter. E che a molti ha fatto storcere il naso.
Il ballerino, sabato 4 febbraio, ha notato, davanti al Teatro San Carlo di Napoli, un gruppo di clochard che, tentando di trovare un riparo dal freddo pungente, si rifugiano sotto i portici del palazzo. La reazione del danzatore è quella di fotografarli e pubblicare lo scatto su Twitter, commentando: «I senzatetto che s’accampano e dormono sotto i portici del San Carlo, gioiello di Napoli, sono un emblema del degrado di questa città. Scena mai vista davanti a nessun teatro. Né in Italia né all’estero».
Immediata la reazione (indignata) della Rete: la foto è stata ritwittata da migliaia di persone offese dal commento dell’etoile. Anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha ribattuto: «Nessuna polemica con Bolle, seguiamo con attenzione il problema». Bolle, dal canto suo, ha spiegato di essere stato frainteso e ha cancellato il tweet incriminato. Proprio sulle sue iniziative benefiche a favore di Unicef si è concentrato il suo staff: «Roberto si è sempre impegnato per i più bisognosi, partecipando a numerose iniziative di solidarietà e beneficenza, il messaggio è stato male interpretato: era rimasto colpito proprio dalle condizioni di disagio di queste persone meno fortunate, e l’intenzione era semplicemente quella di richiamare l’attenzione su di loro».