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Gli emigranti del piroscafo Taormina

“Da Genova ad Ellis Island”: in una mostra a Genova il viaggio per mare negli anni dell’emigrazione italiana

il piroscafo Taormina

“Da Genova ad Ellis Island. Il viaggio per mare ai tempi della migrazione italiana”. E’ questo il titolo e tema di una mostra sull’emigrazione italiana allestita al Galata Museo del Mare di Genova.

L’allestimento – 8 sale in 3 gallerie per un totale di circa 1200 metri quadri -  si è prefisso l’obiettivo di mostrare le condizioni di viaggio degli emigranti diretti negli Stati Uniti nel periodo tra il 1892 (anno in cui entra in funzione Ellis Island) e il 1914 (scoppio del primo conflitto mondiale).

Rispetto alle mostre tradizionali sul tema dell’emigrazione, per lo più fotografiche e documentarie, “Da Genova a Ellis Island” ha avuto origine per far rivivere al visitatore l’esperienza “emigrazione”. Munito di un passaporto e di un biglietto di viaggio, il visitatore arriverà a Genova e qui incontrerà la realtà di una città che, in pieno sviluppo industriale, vive sull’emigrante eppure lo disprezza e lo considera un problema sociale.

Attenderà, come molti, all’addiaccio – magari per giorni – l’arrivo del proprio battello e poi entrerà nella ricostruzione dell’antica stazione marittima di Ponte Federico Guglielmo (oggi è Ponte dei Mille) e, dopo i controlli e le raccomandazioni, potrà salire a bordo del piroscafo di emigrazione.

Come il momento dell’imbarco e della partenza è, nella vicenda dell’emigrazione, l’ora più drammatica, quando si tagliano i legami con la propria terra e i propri affetti, così nella mostra “Da Genova a Ellis Island” il centro emozionale è la grande scena dell’imbarco.

Simbolica e perfetta, nelle forme e nei dettagli, la ricostruzione della Stazione Marittima, del Molo e la fiancata del piroscafo “Taormina” rivisitata nei minimi dettagli a grandezza naturale, sulla scorta dei disegni originali conservati dal museo: e così, fisicamente, al visitatore è stata data l’opportunità di salire a bordo, in cerca della sua cuccetta, nei cameroni comuni (divisi in uomini e donne) o potrà esplorare gli ambienti di servizio: come i bagni, il refettorio, la sala medica, ma anche la prigione – dove venivano rinchiusi i violenti e i clandestini – e l’Ufficio del Commissario di bordo. Un viaggio negli ambienti del piroscafo d’emigrazione e, contemporaneamente, un vero viaggio “virtuale”.

Dagli oblò e dalle finestrature sarà possibile vedere il mare, in diverse condizioni di luce, di giorno, al tramonto e durante una notte di luna, e infine passare sotto la Statua della Libertà, il momento del pathos e della commozione.

Ma questa non è la fine del viaggio. Il  visitatore, da emigrante, sbarcherà a Ellis Island, l’isola a due miglia da New York: qui entra nella Inspection Line, il percorso fatto di visite mediche, interrogatori e test per verificare se possedeva i requisiti per essere accolto in America. E qui viene ricostruito il percorso, fatto di attese, domande, visite, oltre a mostrare ciò che accadeva a chi non era in regola, o era malato o comunque giudicato non idoneo a entrare negli Stati Uniti.

L’ultima scena, infine, apre le porte del Nuovo Mondo o, più esattamente, la città di New York dove la gran parte degli emigranti giunti dall’Europa si fermava alle prese con i problemi concreti del trovare un lavoro, una casa, curare la salute e sbarcare il lunario.

Da Ellis Island passarono oltre 3.000.000 di italiani, una percentuale enorme sui circa 12.000.000 che tra il 1892 e il 1956 – periodo di funzionamento dell’isola – vi transitarono.

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CENNI SULL'AUTORE
Emanuele Cammaroto
Giornalista. Scrive per il quotidiano Gazzetta del Sud; ha collaborato con Rai Uno (Uno Mattina), Rai Tre (Chi l'ha visto), Canale 5 (La Domenica del Villaggio) ed il Corriere dello Sport. Dal 2010 è componente dell'Ufficio Stampa del "Circuito del Mito" presso la Regione Siciliana Assessorato al Turismo, Sport e Spettacoli. Relatore, organizzatore e moderatore di convegni su attualità e cronaca, e conferenze ufologiche.

1 Comment

  1. NICITA RAFFAELE scrive:

    Sono contento di questa iniziativa,nella quale i giovani di oggi forse potranno capire cosa vuol dire il distacco dalla propria terra.Recentemente e grazie a internet ho trovato la lista passegeri dove era scritto il nome di mio nonno ,r il nome delle nave (ROMA)con la quale è arrivato a Ellis Island.
    E pur avendo 63 anni mi sono commosso.
    Speriamo che possa visitare il museo di Genova sulla emigrazione .
    Vi auguro un buon lavoro.
    Nicita Raffaele (li stesso nome che aveva mio nonno)

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