Bufera su Calderoli e gli auguri della vergogna
Una cartina stilizzata dell’Italia rovesciata, con il Mezzogiorno in alto e il Settentrione in basso.
Sulle singole regioni, una palla natalizia con la scritta dei vari ministeri: Difesa in Sicilia, Interno in Calabria, Turismo in Sardegna, Ambiente in Campania. I dicasteri del Centro-Nord, invece, sono indicati dal Sole delle Alpi , il simbolo della Lega (anche qui a forma di palla di Natale): Istruzione, Sviluppo, Economia e Consob.
E’ questo il biglietto di auguri mandato in giro dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, reso polemicamente noto dal deputato del Pd Jean Leonard Touadì.
Il biglietto, spiega l’esponente del Partito Democratico, è corredato dalla scritta “Via da Roma i ministeri. Stiamo ribaltando il Paese” e dall’invocazione a Gesù Bambino: “Per Natale vorrei in regalo l’approvazione del federalismo fiscale e per l’anno nuovo vorrei vedere tanti ministeri in Padania. Grazie”.
«Chissà – sottolinea Touadì – se questo biglietto di augurio-auspicio per il 2011, per cui si chiama in causa addirittura Gesù Bambino, spedito dal ministro della Repubblica che risponde al nome di Roberto Calderoli, è arrivato anche a Gianni Alemanno e Renata Polverini. Magari comincerebbero a preparare un nuovo banchetto di pace in piazza Montecitorio sotto le feste. Che vergogna!».
«Io non l’ho avuto, mi auguro che non sia vero. Abbiamo sempre difeso le istituzioni presenti nella Capitale e continueremo a farlo, Consob compresa». Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, a margine dell’iniziativa «È Natale per tutti» al Policlinico Gemelli, commentando il biglietto di auguri che auspica lo spostamento di ministeri ed enti al Nord che il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli avrebbe inviato.
CONTINUATE A VOTARE PER IL NANO DI ARCORE!
il nord era pieno di debiti; Il Regno delle Due Sicilie pieno di soldi. Quante volte abbiamo letto che i titoli di stato del primo, alla borsa di Parigi, quotavano ul 30% in meno del valore nominale; e che al sud, con un terzo della popolazione totale, c'era in giro il doppio dei quattrini che nel resto d'Italia messo insieme?
L'impoverimento del Meridione per arricchire il Nord non fu la conseguenza, ma la ragione dell'Unità d'Italia. La ragione dei pratici; quella dei romantici era un'ideale. Vinsero entrambi.
"O la guerra o la bancarotta" scrisse il deputato cavouriano Pier Carlo Boggio, nel 1859, "Il Piemonte è perduto " conclude, dopo averne analizzato i bilanci, un giornale dell'epoca l'<<Armonia>>(fra i suoi fondatori Gustavo Benso fratello di Camillo.
Ma compiuta l'unità si fece cassa comune (una piena laltra vuota) e con i soldi del Sud si pagarono i debiti del Nord.Il Sud sanò il passivo di centinaia di milioni di lire del debito pubblico della nuova Italia, e per tutta ricompensa il Meridione fu declassato quasi a livello di colonia. I meridionali pagavano più degli altri Italiani, perchè costretti a rifondere pure le spese affrontate per la loro liberazione . Tanto agognata, che ci vollero anni di occupazione militare, stragi, rappresaglia, carcere, campi di concentramento, esecuzioni di massa e alla spicciola distruzione di decine di paesi. << Si rovesci violentemente il Nord sul mezzogiorno e faccia violenza su questa gente che ha bisogno diessere signoreggiata.
Così potrà farsi l'unità se no, no. Così scrivevaGiuseppe Civinini, mazziniano e garibaldino con Francesco Crispi, redattore del <<Diritto>>
Signor Ministro Calderoli nel ministero dell'istruzione da Lei ricollocato, nei libri di storia le renda più complete queste notizie e approfondisca su questi fatti storici che sono l'origine delle disgrazie di noi meridionali. E Noi del sud intitoliamo vie e piazze a tutti quegli illustri personaggi che hanno unito l'italia a forza di saccheggi stermini e come riconoscere meriti al Nazzismo quanti di voi darebbero una medaglia a Hitler, i meridionali per Massimo D'Azeglio erano carne che puzzava. Rifletta signor Ministro. Grazie
Castelmolese la tua lucidità e chiarezza espositiva merita un BRAVO.
taorminese