Palazzo dei Giurati, sede del Municipio di Taormina

TAORMINA – Si dovrà attendere la fine del mese di febbraio per avere un quadro definitivo della massa debitoria a cui dovrà fare fronte il Comune di Taormina. Lo spartiacque verso il riassetto delle casse del Comune sarà la data del 20 febbraio, termine ultimo adesso entro il quale sarà possibile per i creditori farsi avanti e avanzare le proprie istanze di pretesa delle somme vantate nei confronti della casa municipale. Ciò in virtù della recente proroga concessa dal Comune ai creditori con relativo provvedimento della Commissione liquidatoria che ha spostato dal 22 gennaio scorso al 20 febbraio, il termine utile per la presentazione delle istanze di “insinuazione al passivo del piano di rilevazione della massa passiva” del Comune di Taormina.

Si tratta di debiti maturati entro la data del 30 dicembre 2020 e sui quali vi sono state già dei pronunciamenti nelle aule di tribunale, quindi su fatti certi e delineati che chiamano il Comune a dover ottemperare al proprio debito per sentenze passate in giudicato. Il piano di riequilibrio a suo tempo fatto dal Comune e poi bocciato dalla Corte dei Conti, prevedeva 18 milioni di euro di pendenze da risanare ma quel piano, come si sa, è stato poi bocciato il 25 maggio 2021 dalla Corte dei Conti e a luglio il Comune ha dovuto dichiarare il dissesto. Stando alle stime del Comune il debito complessivo dell’ente, comprensivo anche di alcuni debiti fuori bilancio che non sono stati ancora esitati in Consiglio comunale, ammonterebbe ad almeno 20 milioni di euro.

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