Gerardo Schuler, presidente degli Albergatori di Taormina

TAORMINA – L’Associazione Albergatori di Taormina, attraverso le parole del presidente Gerardo Schuler, fa il punto della situazione sul turismo che ancora una volta sta subendo un forte rallentamento a causa dell’ennesima ondata di contagi da Covid nel mondo. Dagli operatori dell’industria ricettiva arriva un bilancio dell’anno appena trascorso, tracciando intanto le prospettive e chiedendo interventi urgenti.

Crisi infinita. “La situazione è drammatica – evidenzia Schuler -. Negli ultimi 2 anni abbiamo perso un’intera annualità di lavoro. E c’è grande preoccupazione per via della quasi totale assenza di prenotazioni per i prossimi mesi. Le attività ricettive, alberghiere ed extra-alberghiere, continuano a soffrire più degli altri settori economici le restrizioni alla libertà di circolazione e le misure sanitarie imposte dalle Autorità nazionali, comunitarie e internazionali che fanno da deterrente agli arrivi del turismo straniero. L’Italia è un paese il cui turismo produce normalmente il 13% del pil con oltre il 50% di turismo proveniente dall’estero. In Sicilia saliamo al 15% del pil. A Taormina la percentuale di stranieri è normalmente addirittura dell’85%. Dipendiamo dal mercato estero e dai collegamenti aerei che continuano a essere pochi e cari, soprattutto nei 5 mesi di bassa stagione e la procedura si sta puntualmente ripetendo anche in questo inverno. Senza voli low cost fra novembre e marzo la tanto auspicata destagionalizzazione non partirà mai”.

Le richieste al governo. “Già nel secondo semestre 2021 sono venuti a mancare il credito d’imposta sugli affitti e l’esonero dal pagamento dell’Imu, mentre il 31dicembre hanno avuto termine la moratoria sui mutui e la cassa integrazione covid. Chiediamo al governo di agire in fretta con il rinnovo cassa covid degli interventi di integrazione salariale con carattere retroattivo a decorrere dal 1° gennaio del corrente anno, con aiuti per le imprese in affitto, il rinnovo della moratoria sui mutui, con nuovi ristori basati sulle percentuali di perdite effettive subite dal comparto nel biennio 2020-2021. Chiediamo adeguati interventi di sterilizzazione della contribuzione o di fiscalizzazione dei relativi oneri a carico delle imprese stesse. Chiediamo di abolire l’IMU per le aziende rimaste chiuse riducendola in percentuale in base alle effettive perdite di fatturato degli ultimi 2 anni (lo scorso novembre abbiamo dovuto invece pagarla tutti). E chiediamo di abbassare finalmente l’IVA del settore turismo avvicinandola alla media dei ns. competitor europei: Lussemburgo 3%, il Belgio, i Paesi Bassi e il Portogallo con l’Iva al 6%, la Grecia al 6,5%, la Germania e la Francia al 7%. Noi in Italia invece ancora al 10%.

Le prenotazioni 2022. “Per il 2022 la domanda dall’estero è ai minimi, rimangono tutti alla finestra, individuali e Tour Operators. La situazione si è aggravata in seguito all’impossibilità di accogliere in albergo coloro che sono stati vaccinati con un vaccino non riconosciuto dalla European Medicines Agency (Ema), come Sputnik e Sinovac, stiamo chiudendo le porte a 3 miliardi di persone e diversi competitors se ne stanno avvantaggiando. E poi in Italia chiediamo che siano vaccinati anche i turisti minorenni, cosa che le altre nazioni turistiche competitor non fanno, anche qui chiudiamo le porte ad un’altra fetta di mercato, quello delle vacanze delle famiglie con figli. Stesso mercato EU, stesse regole, prima o poi ci dobbiamo arrivare”.

Novità sul Green Pass Rafforzato. “Dal 10 gennaio scorso dobbiamo chiedere il green pass rafforzato ai nostri clienti. In Italia dobbiamo però ancora risolvere una serie di contraddizioni: chi vuole prendere un caffe al bar deve avere il green pass rafforzato, chi al bar ci lavora invece no. Stesso discorso vale anche per gli hotel: è una contraddizione pretendere il green pass rafforzato da tutti i nostri clienti organizzando con grossi sforzi un’accoglienza sicura, senza avere poi il nostro personale col pass rafforzato (quasi tutti sono under 50 e quindi non rientrano nell’obbligo del DL del 5 gennaio). Se qualche giornalista all’estero dovesse tirare fuori l’anomala contraddizione….”. 

Federalberghi è favorevole all’obbligo vaccinale? “Siamo favorevoli all’obbligo vaccinale per il personale di tutte le età, allo scopo di proteggere gli altri colleghi, i clienti e i loro rispettivi familiari (e, in definitiva, di proteggere anche il business e la salvaguarda i posti di lavoro). Chiaramente con invito alla ragionevolezza sui tempi di attuazione, in quanto si deve dare ai lavoratori il tempo necessario per adeguarsi. E qui lo Stato è partito con l’obbligo per gli over 50 e personalmente prevedo che scenderemo poi gradualmente alle età inferiori. Non ci sono alternative all’obbligo vaccinale, su questo concordano anche i sindacati”.

I problemi di Taormina. “Intanto non possiamo dimenticare che qui una decina di hotels sono chiusi da ormai oltre 2 anni, gli altri hanno lavorato solo 6 mesi in 2 anni. Nel 2021 le presenze su Taormina sono state circa 500mila, quindi del meno 60% rispetto al 2019 (1.150mila). Altro problema sono gli aumenti considerevoli dei costi di gestione, in primis quelli recenti di gas ed energia elettrica. Le nostre imprese alberghiere sono allo stremo delle forze anche a causa del venir meno del sostegno dello Stato, della regione Sicilia ed anche di quello del Comune di Taormina. La Regione Siciliana ha sostenuto gli hotels con un singolo, miserabile contributo a fondo perduto una tantum ed uguale per tutti di Euro 2mila (quello del fallito click-day e la successiva distribuzione a spaglio delle somme originariamente previste invece per le aziende in reale sofferenza)”. 

SeeSicily. “Il contributo regionale SeeSicily, in pratica un anticipo per potere offrire una notte gratis su 3, è uno strumento intelligente, ma che al momento non sfrutta a pieno le sue potenzialità. Solo pochi colleghi sono riusciti ad accedere al contributo e per questo necessita apportare diversi perfezionamenti, procedurali e operativi.
L’offerta SeeSicily dovrebbe poi essere estesa a multipli del semplice 2+1 o del limite massimo attuale del 4+2 ed essere veicolata dai Tour Operator Siciliani ed Italiani attraverso i loro partner all’estero per offrire pacchetti long stay che possano prolungare il soggiorno medio che altrimenti rischiamo di continuare a ridurre ulteriormente. Ricordo che quel 2+1 significa al momento, purtroppo, che una agenzia di viaggi accreditata può anche prenotare 3 singole notti in 3 città ed hotels diversi. Incentivare quel tipo di mordi e fuggi non serve a nessuno. Ottima la nuova integrazione al SeeSicily di offrire, tramite le agenzie di viaggio accreditate, voli nazionali ed europei scontati del 50% fino a un massimo di 100 euro, sconto fino a 200 Euro sui voli intercontinentali e sconto 50% sulle tariffe navali con massimale di 100 euro. Per poter confezionare pacchetti turistici long stay, lo sconto sui voli deve però essere accoppiabile a multipli del semplice 2+1 o 4+2″. 

Eventi. “Mancano quasi totalmente iniziative regionali di programmazione sia di eventi di spessore turistico-culturale da potere pubblicizzare per tempo, sia di festival calendarizzabili, per potere fare marketing serio della destinazione. Anche questo è un deja-vu…”.

E a livello comunale? “Tari e Imposta di Soggiorno, sono le due tematiche da affrontare urgentemente, abbinandole. Il Comune di Taormina, in dissesto, non ci ha aiutato per come era lecito attendersi e per come ripetutamente chiesto. Dopo aver ricevuto fondi perequativi per oltre 528mila Euro proprio per ridurre le tariffe Tari degli operatori economici, il Comune ha continuato a pretendere dagli alberghi di pagare comunque la TARI 2020 applicando solo un piccolo “sconto Covid”. Ufficialmente uno sconto del 25%, ma di fatto ridotto a sconto 15% per via dell’aumento annuale della tariffa comunque deliberato dal Consiglio Comunale nel piano finanziario 2020, aumento deciso nonostante il fatto che proprio quell’anno siamo stati tutti praticamente chiusi. Siamo vittime del dissesto. Paragonando il 2019 con il 2020, quel meno 72% di presenze è corrisposto immancabilmente anche al meno 72% di rifiuti prodotti dalle strutture ricettive, chi ha continuato ad asserire che non è stato così lo continua a fare per opportunismo contabile o per altri motivi”.
Il caso Tari. “Alcuni hotels non hanno ancora ricevuto gli avvisi Tari 2020, altri mi confermano che hanno ricevuto in questi giorni gli avvisi del 2021. Il Comune pretende il pagamento Tari anche dagli hotel rimasti chiusi, diversi lo sono da oltre 2 anni, e che non hanno quindi prodotto rifiuti. Per il 2021 poi, la TARI sembra non prevedere neanche quel piccolo sconto covid, quindi “tariffa piena per hotels vuoti” o che nella migliore delle ipotesi, anche nel 2021 hanno lavorato in media nuovamente al meno 60-70% rispetto all’ultimo anno buono 2019. Nuovamente in barba alle direttive della Unione Europea che prevedono che cittadini ed imprese paghino sulla base dei rifiuti effettivamente prodotti. Noi albergatori Taorminesi dobbiamo invece pagare a metro quadro, a forfait, per non dire “ad muzzum”. 
La differenziata. “Per 2 anni di seguito, alla ditta incaricata alla raccolta e smaltimento non si è apparentemente neanche fatta la richiesta ufficiale di riduzione delle tariffe, ne per il 2020 e neanche per il 2021, pretesa che sarebbe stato lecito fare sulla base della ingente riduzione dei rifiuti effettivamente conferiti nei 2 anni di crisi nera. Ho ripetutamente invitato l’amministrazione comunale a ridiscutere quei termini contrattuali, ma non mi risulta che sia stato mai intrapreso qualcosa in questa direzione. La ditta incaricata alla raccolta e smaltimento ha certamente fatto un buon affare lavorando molto di meno per 2 anni consecutivi ed incassando vuoto per pieno come negli anni prepandemici. Chi paga è sempre pantalone, cioè le imprese turistiche, hotels in primis. Comprensibile che molti colleghi hanno fatto, e continueranno a fare ricorso. Ricorsi che costano tempo e denaro, all’albergatore ma anche al Comune e quindi, alla fine, alla comunità intera. Pagheremo quindi singolarmente tutti noi i costi futuri anche di questa disorganizzazione. Si poteva, si doveva evitare”. 
Salvare il salvabile. “La mia proposta per salvare il salvabile: attingere dagli introiti della Imposta di Soggiorno. Ricordo a tutti che nella premessa del DL 23 del 2011 che ha istituito l’Imposta di Soggiorno, all’ Art.4 c’è scritto che il gettito derivante “è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive”. Anche in visione di un 2022 che si preannuncia essere il terzo anno di crisi turistica, torno quindi a chiedere al Sindaco di tenerne finalmente conto e di attingere da quel tesoretto accumulato dal 2013 per sostenere il turismo. Anche in visione di un 2022 di prolungata crisi turistica, per L’amministrazione Comunale è giunto il momento di sostenere concretamente le strutture ricettive ancora in grosse difficoltà, investendo nel futuro turistico della città che continuiamo a definire “a vocazione turistica”.
Altre iniziative. “Altri temi scottanti sono tariffe parcheggi, viabilità e segnaletica, raccolta differenziata e Imposta di Soggiorno. Sulle tariffe dei parcheggi al momento si discute di rivedere le tariffe dei parcheggi comunali. Suggeriamo di introdurre il revenue management sulle tariffe per destagionalizzare, massimizzare l’occupazione, ottimizzare la tariffazione aumentando il fatturato dell’Asm. Le compagnie aeree e l’industria alberghiera ed extra-alberghiera lo fanno ormai da anni. Da noi, al momento, un parcheggio nel periodo morto e vuoto invernale costa quanto quello del parcheggio strapieno di ferragosto. Chiediamo inoltre tariffe agevolate per gli ospiti registrati nelle strutture ricettive ufficiali, alberghiere e extra-alberghiere, chiediamo anche agevolazioni per i lavoratori pendolari muniti di regolare contratto di lavoro.  Ci siamo incontrati spesso con i direttivi delle Associazioni dei commercianti e dei ristoratori (AIPT e ACT)  e anche con TaoXenia ed anche loro concordano tutti su queste richieste specifiche. Il Comune non può non prenderne atto. Confrontiamoci e parliamone”.
Segnaletica. “Siamo stati favorevoli alla rimozione di centinaia di cartelli segnaletici, inclusi quelli alberghieri. Adesso che Taormina è stata – finalmente – “ripulita”, necessita ripensare una segnaletica minimalista e gradevole, legata anche alla suddivisione urbana in zone, sulla quale necessariamente si baserà anche il progetto ZTL sul quale la ns. associazione continua a chiedere di accelerare introducendola anche parzialmente già dalla stagione 2022”. 
Tari e raccolta differenziata. “Ogni cittadino italiano, in un anno, produce circa 500 chilogrammi di rifiuti. Oltre alla rinnovata richiesta di far pagare a ciascuno il giusto sulla base dei rifiuti effettivamente prodotti, chiediamo incentivi per chi fa la raccolta differenziata, soprattutto sostenendo il compostaggio dell’umido, che in genere rappresenta quasi il 50% del peso conferito in discarica e che può e dovrebbe invece essere riciclato e riutilizzato al 100% direttamente in loco. Il Comune stenta ancora ad avviare iniziative ecosostenibili di incentivazione del compostaggio dell’umido. Turismo e sostenibilità ambientale sono complementari”.
Imposta Soggiorno: “Gli importi incassati nei 9 anni 2013-2021 dai ns. ospiti non sono stati rinvestiti per gli scopi previsti da questa “tassa di scopo”, fatte salve le interpretazioni economico-finanziarie di ampio respiro… I turisti la pagano, le strutture ricettive la riversano al Comune e li rimane: una specie di diabolica appropriazione indebita. 
Ogni nostro tentativo di avviare questa discussione è stato negli anni sistematicamente insabbiato per ovvi motivi di opportunismo finanziario comunale. Chiediamo al Sindaco di avere il coraggio di iniziare finalmente ad affrontare la situazione, di discuterne riconvocando il Tavolo Tecnico previsto anche dal nuovo regolamento della Imposta di Soggiorno. Diamo un chiaro segnale di cambiamento a turisti e concittadini”. 

© Riproduzione Riservata

Commenti