TAORMINA – L’assessore al Commercio e alle Attività Produttive, Andrea Carpita difende la scelta del Comune di Taormina riguardante l’avvenuto affidamento ad una società di Floridia dell’incarico per la “Realizzazione di uno studio di programmazione, attivazione e monitoraggio delle azioni progettuali nell’ambito dello sviluppo sostenibile per le attività produttive del Comune di Taormina”.

“Ritengo opportuno respingere con forza il concetto secondo cui il Comune avrebbe buttato via 12 mila euro con questa determina. La mia storia, professionale e politica, e quella di questa Amministrazione mi impongono di respingere con decisione qualsiasi sottinteso su tale iniziativa. Ad oggi il mio assessorato si è dimostrato parsimonioso nell’impiego delle somme a disposizione”.

“Non c’è alcuno spreco, è invece per me e per l’Amministrazione di cui faccio parte uno dei punti del programma da realizzare. Così abbiamo già fatto per un’altra problematica “storica” del nostro Comune: l’approvazione di un regolamento che disciplini l’utilizzo dei suoli pubblici, atteso dalla città da quasi 30 anni”.

A distanza di quasi 25 anni dal precedente Piano Commerciale, crediamo che Taormina non possa fare a meno di dotarsi di un nuovo importante strumento per programmare il suo futuro economico. O forse si ritiene che si debba ancora sopportare la presenza sul corso di negozi di lusso circondati da friggitorie? La realtà è che il vecchio piano è desueto, perché negli anni sono cambiate le normative di riferimento, così come sono mutate le esigenze di questa città. Sono anni che le associazioni dei commercianti chiedono la realizzazione di un nuovo piano e noi vogliamo raggiungere anche questo obiettivo”.

“Questa Amministrazione ha voluto iniziare un’analisi e la pianificazione attraverso la definizione di una specifica attività di raccordo di azione collettive finalizzate alla promozione e allo sviluppo dell’intero territorio a medio-periodo, mediante la riqualificazione anche delle zone decentrate. La volontà di questa Amministrazione è quella di innalzare il target dell’offerta relativa ad una determinata fascia di domanda. Sulla spesa prevista, ahimè, sarei ben felice che bastassero i 12 mila euro previsti per lo studio di programmazione. Ma l’iter per iniziative di questo tipo ha costi ben superiori. Nei prossimi giorni spiegheremo meglio alla cittadinanza a cosa servirà il nuovo Piano Commerciale e perché a nostro avviso non saranno soldi “buttati””.

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