TAORMINA – Al crepuscolo del 2021 e con un 2022 che inizierà nel segno del dissesto e senza la possibilità di fare nuove assunzioni (e così sarà per almeno due anni) il Comune di Taormina si ritrova con un organico ridotto ai minimi storici su più fronti e con le “mani legate” per via della situazione finanziaria.

Mancano i vigili urbani, altrettanto pesante è la situazione anche dell’Ufficio Tecnico comunale, servirebbero i rinforzi in altri settori importanti come ad esempio gli Uffici Finanziari o come anche l’Anagrafe e non ci sono i manutentori che potrebbero e dovrebbero rappresentare un punto di riferimento nel contrasto alle emergenze quotidiane.

Continuano i pensionamenti, Quota 100 ha accelerato il saluto anticipato di alcuni dipendenti che hanno avuto l’opportunità di usufruire di una norma ad hoc sul raggiunto  limite di età per congedarsi dal servizio, e allora cosa resterà da qui ai prossimi anni nella macchina burocratica di Palazzo dei Giurati? Tanti uffici sono rimasti sguarniti e questo è il risultato delle politiche di diverse amministrazioni che hanno navigato a vista, non hanno risolto i problemi e hanno ritenuto quello della pianta organica un dettaglio e non una potenziale rogna, anziché considerare questa carenza il punto fondamentale da cui partire per il rilancio dell’ente.

Pesa la scelta kamikaze della politica locale che, da un ventennio a questa parte, è stata accondiscendente (anzi supina) verso un paio di deputati di turno che hanno visto nella Città di Taormina una facile terra di conquista e nel Comune di Taormina il proprio “serbatoio elettorale” per garantirsi consensi andando a riempire il palazzo comunale di Lsu, alcuni dei quali sono stati un valido innesto mentre altri in verità sono andati a fare numero negli uffici senza dare un apporto significativo. Con la beffa, poi, per la città di vedersi chiudere le porte in faccia negli anni successivi su tante scelte strategiche e su altrettante richieste di finanziamenti da quelli che, dopo aver posizionato le proprie bandierine a Taormina, per “ringraziare” si sono smarcati dal sostegno alla Perla dello Ionio.

L’inchino alle varie deputazioni si è tradotto in un abbraccio mortale e ha rappresentato un altro infausto tassello di una stagione di autolesionistico clientelismo che ha chiuso le porte del Comune a tante famiglie taorminesi, e alla fine non ha neanche risolto le carenze degli uffici, dove invece oggi non c’è il personale e i tempi per fare le cose si allungano a dismisura.

Si è riempito un Comune di precari per lo più provenienti da fuori Taormina, senza preoccuparsi di pensare delle scelte ponderate sulle professionalità mancanti e sulle caselle dove occorreva potenziare l’ente. Adesso i risultati sono impietosamente sotto gli occhi di tutti. Si scrive Taormina, si legge “banzai”.

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