TAORMINA – Dovrebbe essere un gioiello di Taormina, è ridotta ad una latrina di periferia. Mazzeo rimane dimenticata e trascurata dal Comune di Taormina e i cittadini della frazione non ci stanno a questa condizione ormai inaccettabile. Il Comitato Mazzeo ha inviato una lettera all’Amministrazione per evidenziare il disagio e l’amarezza dell’attuale stato di cose, che si protrae da tanto (troppo) tempo.

“Abbiamo inviato una lettera all’Amministrazione – spiega Maria Giovanna Musumeci, presidente del Comitato Amo Mazzeo – ma soprattutto abbiamo fatto di tutto per fare passare qualche momento di spensieratezza ai nostri bimbi e alla nostra comunità ma non ci siamo riusciti. Volevamo anche noi passare qualche momento di spensieratezza ai nostri bimbi e alla nostra comunità ma non ci siamo riusciti. Volevamo anche noi un paese addobbato in modo decente ma non c’è stato nulla da fare. Volevamo un albero illuminato e solo questa mattina (ieri, ndr), dopo tante proteste, abbiamo ottenuto quattro luci, forse perché sapevano che ci saremmo attivati noi. Chi fa da sé fa per tre diciamo all’Amministrazione. E noi lo abbiamo dimostrato. Mazzeo esiste, almeno per noi mazzioti”.

“A nome della cittadinanza di Mazzeo – scrive la presidente del Comitato “Amo Mazzeo” al Comune nella lettera – ringrazio tutta l’Amministrazione e soprattutto l’ufficio di competenza la frazione di Mazzeo, ricordando e sottolineando che Mazzeo non finisce a metà, e che anche noi abbiamo diritto ad un albero con le luci funzionanti. Il comitato ringrazia anche a nome dei bambini, che aspettavano di trascorrere dei momenti di spensieratezza con le varie manifestazioni che il comitato (a titolo gratuito) si era impegnato a fare durante il periodo di Natale ma che, invece, non potrà portare a termine, visto che le varie richieste da parte del Comune alla Questura non sono state consegnate complete”.

“Ci chiediamo come mai l’albero di Natale di piazza IX Aprile sia illuminato e quello di Mazzeo no. Su tutto ciò non diamo la colpa a chi lavora negli uffici, perché hanno cercato di aiutarci in tutti i modi possibili, diamo la colpa a chi se ne frega di una frazione, a chi si dimentica che anche Mazzeo è Taormina”.

Le parole del Comitato “Amo Mazzeo” bastano e avanzano per confermare ciò che abbiamo detto e scritto più volte: nel fast food del Comune di Taormina non si finisce di pensare (e fare di conseguenza) che il perimetro della città abbia il suo inizio a Porta Catania e la sua fine a Porta Messina. Prima il centro storico, poi tutto il resto. Regna una visione stereotipata del territorio che, al netto delle solite rassicurazioni, non prevede pari dignità per tutti i cittadini e fa incazzare sempre di più quelli che abitano nelle periferie (che, però, poi dovrebbero essere coerenti anche nelle urne).

Nelle frazioni nessuno chiede la luna ma giustamente si esige almeno rispetto. Anche un bambino comprenderebbe che ogni frazione, per le sue peculiarità e proprio per le differenze rispetto al “salotto” della città, se venisse tenuta in condizioni decorose, potrebbe diventare a pieno titolo un valore aggiunto per Taormina, ma tutto ciò che si trova oltre Corso Umberto viene considerato una zavorra di contorno a cui destinare brodaglia e briciole, dove far vedere qualcosa una tantum solo per prendere per il deretano i residenti.

La realtà inchioda il Comune alle proprie responsabilità (chi c’è oggi e chi c’era ieri). Dalle parti di Mazzeo, come a Trappitello, tutto (e di più) è stato promesso, niente è stato fatto. Chi vive nelle frazioni è costretto ad elemosinare persino l’albero di Natale. Il Comune non mette neanche le luci, le palle stavolta le offrono i residenti. E sono palle che a Mazzeo girano decisamente sempre di più veloci.

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