TAORMINA – Sotto l’albero di Natale, nell’anno del dissesto finanziario, il Comune di Taormina mette a sorpresa (ma non troppo) l’esternalizzazione del recupero dei tributi non riscossi (quelli a rischio prescrizione) che in questa città sono arrivati negli anni alla mostruosa cifra di circa 30 milioni mai visti nelle casse di Palazzo dei Giurati.

Nel caso specifico, con delibera del 14 dicembre scorso la Giunta ha autorizzato gli uffici a procedere all’affidamento in concessione del servizio di riscossione coattiva delle somme Imu, Tari e Icp (pubblicità) iscritte a ruolo e a rischio di prescrizione.

Il Comune di Taormina già con deliberazione di Consiglio Comunale n.29 del 11/05/2021 aveva approvato l’esternalizzazione della riscossione coattiva delle entrate comunali, per la durata di cinque anni, utilizzando “procedura ad evidenza pubblica”. In quel caso si trattava della mossa in extremis per provare ad evitare un dissesto che poi, tuttavia, è arrivato 14 giorni dopo, a seguito del contraddittorio con la Corte dei Conti del 25 maggio 2021. A questo punto l’esternalizzazione dei tributi è stata “congelata” per qualche mese per essere poi ripresa e definita a fine anno: stavolta con un atto di indirizzo che dispone di procedere all’affidamento diretto, perché i tempi per fare una gara non ci sono. Sarà un affidamento per un periodo non superiore ai 24 mesi.

La Giunta ha richiamato i “tempi non celeri per espletare una procedura ad evidenza pubblica, con il rischio di condanna all’ente per danno erariale sulle posizioni debitorie tributarie al momento giacenti” e rilevato che si deve “procedere con urgenza, nelle more dello svolgimento delle ordinarie procedure di gara, ad un affidamento diretto ed irripetibile del servizio per non pregiudicare il recupero dei crediti”. Si rimarca, inoltre, che “l’importo incassato medio stimato nazionale è pari al 40% delle somme da recuperare e pertanto un compenso ad aggio di mercato, oscillante tra il 5% e il 6% sull’incasso effettivo di presunti 2.000.000. euro, con esclusione di ogni altro corrispettivo rientrerebbe negli affidamenti sotto soglia”.

Nel dettaglio sono questi gli importi da iscrivere a ruolo coattivo a seguito di accertamenti: per l’Imu emessa nel 2018 e 2019, relativamente ad anni d’imposta che vanno dal 2012 al 2017 per un importo complessivo di 5 milioni 740 mila euro (di cui 4 milioni 397 mila euro di imposta e Un milione e 255 mila euro di sanzioni e 85 mila 727 euro di interessi); c’è poi la Tari emessa nel 2018-2019, per gli anni d’imposta 2015-2016-2017 per un importo complessivo di 321 mila 993 euro (di cui 201 mila 706 euro di imposta, 117 mila 215 euro di sanzioni); e poi l’imposta sulla pubblicità (Icp) emessa negli anni 2018 e 2019, relativamente ad anni d’imposta dal 2014 al 2018 per 57 mila 660 euro (di cui 44 mila 214 euro di imposta e 12 mila 487 euro di sanzioni).

Insomma, si parla di numeri importanti e, dopo l’atto di indirizzo della Giunta del 14 dicembre scorso, gli uffici con atto del 20 dicembre 2021 hanno recepito tale disposizione e si è inteso procedere all’affidamento diretto per 139 mila euro (con procedura sotto soglia) con il servizio che è stato dato ad una impresa campana.

Ci sta che “L’Ente può sostenere esclusivamente le spese necessarie ed obbligatorie per legge, funzionali ad evitare l’insorgere di gravi e certi danni finanziari per la stessa amministrazione comunale”, ci sta che il Comune non possa gestire in via diretta la riscossione (ed è pure meglio affidarsi a privati, visto come sono andate le cose), ci sta anche che non ci siano i tempi per fare una gara (che poi finiscono per richiedere tempi biblici) ma una riflessione finale va fatta.

Premesso che è tutto in regola, tutto nella norma, però a Taormina l’autolesionismo della politica non manca mai e anche quando si intraprende l’unica strada possibile per fare quello che il Comune non può fare, ci si perde sempre nei dettagli che fanno la differenza.

C’è da chiedersi, alla luce dell’importanza di questo argomento che toccherà le tasche dei cittadini e di parecchi operatori economici, se non fosse il caso di impostare una procedura diversa: anziché contrarre l’affidamento diretto con un unico operatore (che si è legittimamente dichiarato disponibile a svolgere il servizio di cui in oggetto, con offerta tecnico-economica del 18 novembre 2021, mentre ricordiamo l’atto di indirizzo della Giunta comunale è stato deliberato il 14/12/2021), valutare anche l’eventuale disponibilità di altri soggetti operanti in questo settore.

Magari si potevano invitare più operatori e poi scegliere, e magari puntare comunque sullo stesso privato che nel caso si è proposto e che siamo certi farà bene il suo compito: ma tutto andava fatto nel perimetro di un contesto competitivo che avrebbe dato un’aura ineccepibile di trasparenza totale in questo iter. Altrimenti vengono fuori i soliti cattivi pensieri taorminesi e si finisce per dare fiato alle trombe delle malelingue andreottiane del “pensare male”…. 

© Riproduzione Riservata

Commenti