TAORMINA – Dopo cinque stagioni è arrivato il momento del gran finale per Gomorra, la serie tv che ha fatto record di ascolti e ha anche fatto discutere. Venerdì 17 dicembre è la data in cui è prevista la messa in onda degli ultimi due episodi della serie e dopo 58 puntate è il momento dell’atto conclusivo nelle vicende di Genny Savastano (Salvatore Esposito) e Ciro Di Marzio detto l’Immortale (Marco D’Amore), affiancati dai più recenti protagonisti Mimmo Borrelli (‘o Maestrale), Carmine Paternoster (O’ Munaciello). Nessuno sa ancora chi rimarrà in piedi e chi verrà sconfitto. Sky non ha spoilerato quello che sarà il finale definitivo della serie ma c’è già una certezza: “Sarà una vera apocalisse”.

Lo scenario gomorriano, insomma, oltre le armi e tutti gli eccessi del caso, sembra riportare – cinematograficamente parlando (anzi politicamente parlando) al “tutti contro tutti” dalle nostre parti già in atto da tempo per le candidature a sindaco di Taormina. Una questione che in questo microcosmo paesano riguarda soprattutto il braccio di ferro interno alle forze politiche di opposizione in vista delle elezioni del 2023. Qui, a differenza dell’incombente atto finale di Gomorra, la sfida per la “corona” è ancora apertissima, lontana dall’ultimo capitolo che andrà in scena tra un anno e mezzo. E tutto è appeso ad un filo.

Bisogna vedere chi resterà e chi se ne andrà, chi tradirà, chi diventerà alla fine il capo e sostenuto da quali alleati. Prevarrà la logica delle alleanze o quella della “faida” (politica)? Come diceva qualcuno: “scegliere gli alleati è fondamentale, ogni alleanza ha un prezzo ma poi, però, chi vince la guerra si prende tutte le cose”. 

Nel frattempo, la guerra dei sindaci a Taormina è una contesa che si fa sempre più spigolosa e l’alleanza traballa: gira voce che siano già arrivati i primi strappi e che qualcuno si sia già alzato dal tavolo per salutare i commensali.

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