Var (foto Elisabetta Baracchi)

TAORMINA – Al tramonto del 2021, a Taormina già si guarda all’estate che verrà e da queste parti l’estate è sinonimo ormai da tempo di concerti ed eventi a più non posso al Teatro Antico. E puntualmente torna di moda la querelle mai risolta dei tanti-troppi spettacoli nel sito archeologico principale di Taormina, che diventa un bolgia infernale da concedere in affitto ai privati. Così il sindaco di Taormina non ci sta e scrive (lo aveva già fatto nel 2018) alla Regione e chiede una frenata netta con lo stop agli eventi dall’8 al 28 agosto, nei giorni in cui qui la ressa è totale e non c’è posto neanche per uno spillo. Anno nuovo, lite vecchia si dovrebbe dire e per di più la questione è diventata una sorta di “al lupo, al lupo” che non ha portato all’auspicata svolta.

Ciò premesso, il sindaco Mario Bolognari ha fatto bene a rilanciare il problema e ad inviare quella lettera al governo regionale, al Parco di Naxos-Taormina, ad Anfiteatro Sicilia, alla Prefettura e a tutti i vari enti preposti. Appare condivisibile l’elenco di criticità sollevate dal primo cittadino, sulle quali nessuno potrà eccepire niente e si può (e si deve) prendere atto che si parla di problemi reali.

Nel dettaglio: 1) carenza di parcheggi; 2) difficoltà di accesso nell’area urbana; 3) affollamento del centro storico e dell’area pedonale; 4) impegno di agenti delle forze dell’ordine nazionali, provinciali e locali nei dispositivi di sicurezza; 5) impegno della Polizia Locale a presidiare i varchi per servizi anti-intrusione; 6) carenza di personale della Polizia Locale, ridotta a quattro unità; 7) impossibilità ad assicurare il servizio botteghino all’interno del Palazzo dei Congressi per mancanza di custodi e personale delle pulizie; 8) rischio di parcheggio selvaggio e quindi di conseguente pericolo di blocco del transito dei mezzi di soccorso (Vigili del Fuoco, ambulanza, forze dell’ordine). Queste criticità non sono assolutamente affrontabili nella stagione 2022 e il rischio di una chiusura indiscriminata degli accessi diventa reale”.

E allora adesso il punto è un altro: la Regione sino ad oggi ha fatto orecchie da mercante, ha spogliato il Comune di Taormina del 30% che a suo tempo percepiva sugli introiti del biglietto di ingresso al Teatro Antico, si è presa quelle somme e ha fatto anche di peggio se volessimo essere cattivelli da spulciare qualche ulteriore normativa imbarazzante che è stata imposta agli enti gestori dei siti archeologici. Sin qui funziona così: ogni volta che Taormina alza la voce, i privati (legittimamente) difendono i propri interessi, vanno a reclamare a Palermo (e Catania) e la Regione, dopo aver fatto decantare l’eco delle polemiche con un paio di riunioni per fare melina a metà campo, conferma alla lettera i calendari con tutti gli eventi richiesti e tutte le concessioni possibili e immaginabili. Con tanti saluti a Taormina e ai taorminesi.

E’ una storia che si ripete in carta carbone e nella quale a Palermo bisogna iniziare a prendersi la responsabilità di non fare i finti tonti e mettere un freno, dando modo ai privati di fare il proprio lavoro (possibilmente però variando sul tema e senza riportare lo stesso artista ogni estate) ma allo stesso tempo senza continuare a prendere per il sedere la Città di Taormina. In un periodo, ad agosto, in cui Taormina è piena come un uovo non si può creare altro caos, anzi casino, in paese. Non ci sono troppe interpretazioni da fare.

Taormina si è scocciata di continuare a farsi succhiare il sangue in silenzio e soprattutto di trovarsi ad essere ospite in casa propria. Il Teatro Antico è uno di quei contesti dove serve una svolta vera, non palliativi in politichese, in stile “mezzo-mezzo”. La Regione si è messa in testa che avere la titolarità sui beni culturali significhi mettere il cappello su tutto il resto, ci si è arrogati il potere di determinare a Palermo per Taormina, fregandosene delle dinamiche locali. Ovviamente anche colpa degli amministratori taorminesi che da diverse legislature in poi sono stati tacitamente supini e compiacenti, per averne il beneficio di un paio di biglietti omaggio per i concerti, da utilizzare per se stessi, per i familiari e per gli amici degli amici.

E’ arrivato il momento di cambiare e smetterla con l’algoritmo della Regione che comanda e Taormina (a pecora) a subire e obbedire. La lettera di Bolognari è un fatto da tenere in considerazione. Se così non sarà, il sindaco avrà tutto il diritto e farà bene, dopo quella lettera, a spingersi anche oltre per far valere le ragioni della città. Potrebbe tornare di moda l’idea di mettere un tornello in Via Teatro Greco o magari non vorremmo mai che ci siano dei lavori improvvisi da dover fare alla fognatura ad agosto.

La Regione comprenda che Taormina merita rispetto. A Palermo vadano al Var e lo facciano senza pensarci troppo. Non si può continuare a penalizzare Taormina e far finta di non vedere, cercando di far passare un rigore netto per una simulazione. L’episodio è sotto gli occhi di tutti. Il tempo delle terne arbitrali che facevano il gioco delle tre carte è finito.

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