TAORMINA – Diversi cittadini di Taormina ci segnalano le condizioni pietose del cimitero di Via Porta Pasquale. Anche un esponente della Giunta comunale nelle recenti settimana – con apprezzabile onestà – ha ammesso pubblicamente che il cimitero di Taormina alle recenti giornate di commemorazione dei defunti dello scorso novembre si presentava in condizioni “vergognose”. E’ storia ampiamente nota che ci sia bisogno di trovare nuovi spazi per le sepolture perché le poche rimaste sono ai piani alti e non si può chiedere agli anziani di fare gli acrobati sulle scale. Ma questo è un problema che, prima o poi (speriamo non tra 20-30 anni, vista la solita lentezza taorminese) andrà risolto. Adesso, però, c’è qualcosa che va fatta ancora più in fretta e ci riferiamo all’inaccettabile situazione di un cimitero che sta diventando pieno di transenne, pezzi di tettoia che rischiano di crollare, erbacce e una pavimentazione saltata da più parti. Le piccole manutenzioni si possono e si devono fare al più presto.

Non c’è dissesto che tenga e non ci sono supercazzole burocratiche che possano avere un senso di fronte al sacrosanto diritto della gente di portare un fiore ai propri cari e poterli pregare in una condizione ambientale decente. Bisogna trovare una soluzione rapida e incisiva. La priorità è questa: dare un minimo di attenzione su questo fronte, anziché sprecare energie e risorse con i giochetti del “fotti compagno” all’Asm, con le marchette promozionali o pensare ai concerti al Teatro Antico.

Urge intervenire e porre opportuno rimedio ad una di quelle criticità dove non esistono maggioranze e minoranze, dove non ci può essere alcuna visione divisiva dei fatti e dove nessuno può speculare o scaricare le responsabilità. Il cimitero è stato abbandonato da tutte le ultime Amministrazioni (nessuna esclusa) e allora le chiacchiere stanno a zero, le polemiche sono inutili e non serve il rito della solita “caccia” paesana ai “colpevoli”.

Serve soltanto uno slancio di buon senso. Va incaricata un’impresa o qualche manutentore di buona volontà o magari avvalersi di un paio di cittadini certamente disposti a fare la propria parte, per iniziare a fare dei lavori che non possono più essere rimandati.

Nel libro del destino siamo tutti destinati a varcare quel cancello e finire lì e la casa dei defunti non può essere trattata come una latrina. Polvere siamo e polvere ritorneremo. E’ il tempo del rispetto: una comunità che se ne frega e non ha rispetto del proprio passato non potrà dirsi degna della sua storia.

 

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