TAORMINA – Anche Taormina è pronta ad aderire alla rete di Airbnb, dopo l’intesa siglata dal portale online con l’associazione dei comuni italiani per la riscossione dell’imposta di soggiorno. Il Comune di Taormina sta per ufficializzare l’accordo con il gigante degli affitti brevi, che di recente ha lanciato un nuovo servizio rivolto ad oltre 1100 comuni interessati ad affidare alla piattaforma la riscossione e il versamento del tributo per tutti gli ospiti che effettueranno prenotazioni con Airbnb.

In questa direzione si è orientato anche il Comune di Taormina. Concretamente il servizio dovrebbe essere attivo dal primo marzo 2022. In virtù della recente intesa tra Airbnb e Anci, le amministrazioni che hanno istituito l’imposta di soggiorno (a Taormina in vigore dal 1 gennaio 2013) saranno informate della funzionalità. In sostanza, Airbnb riscuoterebbe l’imposta riversandola direttamente nelle casse dei Comuni che aderiranno al programma, che per aderire dovranno registrarsi presso un portale dedicato.

“Lo strumento che parte in Italia è simile a quello che abbiamo già lanciato in Francia alcuni anni fa e che ora consente già di raccogliere decine di milioni di euro da moltissime amministrazioni. Ad oggi siamo il più grande soggetto al mondo che raccoglie tasse, abbiamo riversato circa 4 miliardi di dollari di imposte locali”, ha fatto sapere Airbnb.

Bisognerà, comunque, mettere a punto i dettagli di un aspetto strategico che sembra essere centrale in questa prospettiva e cioè il codice identificativo per le strutture e per gli annunci. Il codice identificativo è stato esitato dal Comune di Taormina con relativa delibera di Consiglio comunale, che ha così accolto la proposta dell’Associazione Taoxenia (e con il placet anche dell’Associazione Albergatori) e rimane uno snodo fondamentale per provare a stanare il sommerso e individuare gli evasori e quindi le strutture non in regola con il pagamento dell’imposta di soggiorno.

La piattaforma si impegnerà in questo senso a pubblicare sulle piattaforme digitali solo gli annunci provvisti di codice identificativo. Allo stesso tempo, Airbnb ha aperto alla possibilità di condividere i dati degli host a fini amministrativi e fiscali.

L’auspicio, a Taormina, è che nel versamento poi dell’imposta di soggiorno nelle casse del Comune possa esserci, tuttavia, non soltanto il dato totale ma anche un report dettagliato delle singole strutture (e relativi importi) per poter avere così piena consapevolezza di coloro che sono in regola e di quelli che ad ora restano nel “sottobosco” della ricettività e fanno concorrenza sleale.

© Riproduzione Riservata

Commenti