Bernard Arnault

Bernard Arnault, il magnate francese proprietario a Taormina degli hotel di lusso Timeo e Villa Sant’Andrea investirà altri 100 milioni in Italia. A preannunciare il nuovo sforzo economico del proprietario del colosso internazionale Lvmh è stato Toni Belloni, direttore generale delegato del gruppo. Qualcuno pensava che all’orizzonte ci fosse nuovamente una trattativa per l’acquisizione del Milan e invece le parole del manager di Lvmh, riportate da “Calcio e Finanza” anticipano dove e come investirà la multinazionale di Arnault.

“Abbiamo trenta siti produttivi nei principali distretti italiani e collaboriamo con 5 mila imprese e 100 mila persone come indotto. E lo sviluppo ci sarà anche in futuro e pensiamo ad almeno 100 milioni di euro all’anno nei prossimi due anni di investimenti. Di fatto aumenteremo anche l’integrazione di filiera”.

“A settembre 2022 aprirà la manifattura di Fendi a Bagno a Ripoli (Firenze) su 13 mila metri quadrati, che nella prima fase impiegherà 250 addetti, destinati a diventare 400-500 in futuro, considerando anche che non abbandoneremo l’attuale sito in zona in cui siamo presenti da tempo. Un nuovo building completamente immerso nel verde che potrebbe chiamarsi Fabrica. Sempre nell’area a sud di Firenze abbiamo ampliato la fabbrica di pelletteria di Bulgari e adesso stiamo pensando a quella di Loro Piana, brand che tra l’altro sta andando molto bene. Fuori dalla regione, stiamo pensando alla realizzazione del terzo modulo di Thelios in Veneto, polo eyewear nato nel 2018”.

“Inoltre, il concetto di base del nostro impegno nella supply chain made in Italy è che crediamo moltissimo nella relazione di lungo termine con i nostri fornitori, con medie di 10 anni e punte di 40 anni e che in alcuni casi come per la conceria Masoni ha visto il gruppo entrare in partecipazione con una quota di minoranza (vedere MFF del 20 dicembre 2019). Tra l’altro, i risultati positivi di tale accordo hanno spinto lo stesso imprenditore a decidere di aprire un nuovo stabilimento l’anno prossimo. Inoltre, sempre in Toscana e nell’area pelletteria è allo studio un progetto per la concentrazione dei mestieri del fare, e per questo valutiamo anche investimenti in altri distretti rispetto a quelli già presidiati di Scandicci e dell’area del Chianti, con uno scouting in collaborazione con la Regione Toscana”.

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