TAORMINA – Il Santa Venera si scatena, i residenti (giustamente) s’incazzano, chi di dovere se ne frega e accade quello che si temeva ma che soprattutto si sapeva. Il torrente che non viene pulito da tempo immemore – e attorno al quale è stato anche fatto di tutto e di più – ha esaurito la sua clemenza. Il corso d’acqua attorno al quale vivono famiglie di Taormina, Giardini e Castelmola da parecchi anni ormai è una minaccia per tante persone eppure, incredibilmente, nessuno interviene e nessuno si cura di mettere in sicurezza il torrente e l’abitato. Addirittura siamo arrivati al paradosso (o al ridicolo) che ciascuno fa da sé e pensa in autonomia alla propria parte, anziché sedersi ad un tavolo, agire tutti e tre comuni insieme e fare quadrato per risolvere l’emergenza.

Gli enti preposti restano fermi, si scrivono e si rimpallano le competenze e alla fine del giro di giostra arriva la piena del torrente Santa Venera. Il crollo avvenuto stamattina di un tratto di strada a Calcarone è il primo segnale, forse la minima parte, di quello che rischia di accadere alle prossime piogge se dovesse ripetersi l’intensità del fenomeno che ha interessato la zona tra martedì sera e la mattinata di mercoledì.

I residenti hanno scritto lettere su lettere, fiutato il pericolo e rappresentato di temere per la propria incolumità, stante il permanere di una palese condizione di rischio ambientale, ma quel grido di dolore è stato sottovalutato, trattato con una certa indifferenza o forse peggio ignorato. I comuni sin qui hanno risposto ai cittadini di non poter far niente e di non avere titolo ad intervenire perché la competenza è della Regione ma se da Palermo l’ente preposto non interviene bisognava passare all’azione, rompere gli indugi e ripulire il torrente comunque, mettendo in sicurezza i cittadini e il territorio anche a costo di andare incontro a una “denuncia all’italiana”. A quel punto l’eventuale “colpa” dei Comuni sarebbe stata forse quella di aver fatto (in tal caso correttamente e con senso di responsabilità) ciò che altri se ne sono fregati di attuare a dispetto delle proprie competenze? Il coraggio di rimediare all’inoperosità altrui non c’è stato neanche al suolo dell’ultima campanella ed ecco che il Santa Venera si è svegliato. D’altronde scherzare con la Natura è come farlo con il fuoco. La Natura prende schiaffi, lascia fare all’uomo e sa portare pazienza ma alla lunga se ne frega di chiacchiere e burocrazia e ti presenta il conto. E il torrente Santa Venera ora più che mai fa paura.

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