TAORMINA – Arriva la pioggia e l’acqua alta avvolge Taormina come fosse Venezia. Sarebbe quasi una visione romantica, peccato invece che lo scenario delle strade piene d’acqua non sia per niente un sogno ma un incubo per i cittadini. L’acqua alta nelle strade e nei vicoli di Taormina ci mostra una versione imbarazzante e inaccettabile del territorio ed è uno scenario che ci fa vergognare e nei fatti è il risultato di quello che non si è fatto (o si è fatto poco e male) a Taormina negli ultimi 30 anni.

Da Taormina centro a Trappitello stamattina la Perla dello Ionio è diventata la maldestra trasposizione di una laguna in terra sicula.

Il ritornello è quello che abbiamo evidenziato in tempi non sospetti. Le condotte per il deflusso delle acque sono un disastro, sono da Terzo Mondo se non peggio. Si tratta di condotte in molti casi obsolete e che neanche ce la fanno più a far scorrere le acque. Dove esistono non funzionano e dove nemmeno esistono alla gente non resta che farsi il segno della Croce.

Non occorre l’Oracolo di Delfi per prevedere che di questo passo ogni temporale diventerà un calvario nella capitale del turismo siciliano e il serio rischio è che, di questo passo, presto o tardi qualcuno possa lasciarci le penne soprattutto se dovessero incazzarsi i torrenti. Prevenire è meglio che curare. Qualcosa bisogna fare e perlomeno liberare, intanto, tombini e pozzetti che non funzionano. Fare in fretta, tremendamente in fretta.

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