TAORMINA – Si è insediata nelle scorse ore la commissione liquidatoria per il dissesto a Taormina. Comincia così l’era del dissesto finanziario nella capitale del turismo finanziario, con gli amministratori in carica che restano al loro posto ma con i tre funzionari incaricati dal Capo dello Stato che si occuperanno dei crediti e debiti dell’ente. Se c’è poco da dire sui 20 milioni di euro che il Comune dovrà pagare e che sono già un fatto accertato, il grande rebus riguarderà invece i 30 milioni di euro di tributi non riscossi. Quanti ne riuscirà a recuperare il Comune? Quali sono le somme che il Comune può ancora intercettare e quali, invece, quelle ormai inesigibili?

Da questo momento con il dissesto, e con gli annessi e connessi, si comincia a fare sul serio e per il tramite dei tre componenti incaricati della commissione liquidatoria si procederà al recupero dei crediti del Comune. Si prospettano tempi duri per quelli che non hanno pagato i tributi: da una parte ci saranno i morosi che hanno fatto i “furbi” e se ne sono fregati del Comune e delle bollette, ma anche quelli che non hanno versato il dovuto perché hanno avuto problemi economici seri e non ce l’hanno fatta a stare al passo. Il dissesto si prepara alla porta – anzi alle tasca – di commercianti, ristoratori ed albergatori che dovranno mettersi al passo con i pagamenti. E stavolta non ci sarà “mamma” politica a garantire clemenza come da 20 anni a questa parte è accaduto a Taormina.

 

 

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