TAORMINA – Dalla metà di ottobre è storia ormai nota l’avvenuta chiusura del Covid hub al parcheggio Lumbi di Taormina. Il piano terra del Lumbi è stato restituito ad Asm per utilizzarlo come area fieristica. Il centro vaccinale attivato a maggio nel posteggio nord della città si è rivelato un flop tra le solite scelte cervellotiche della sanità e l’altrettanto abituale incapacità dei comuni di fare squadra e raccordarsi per favorire le vaccinazioni. Così l’hub al Lumbi, dove si pensava di fare duemila o almeno mille vaccini al giorno, nella fase conclusiva non è arrivato neanche a farne un centinaio di media al dì. E da pochi giorni è stato attivato il nuovo centro vaccinale, ricavato in spazi decisamente più piccoli, nell’ex sede Aias di via San Vincenzo, immobile messo a disposizione anche stavolta dal Comune.

Nel frattempo i contagi in Italia risalgono, il governo Draghi spinge per estendere la somministrazione della terza dose a tutti i cittadini perché gli effetti del vaccino dopo 6 mesi iniziano a ridursi e si renderà necessario riattivare al più presto gli hub che in diverse parti d’Italia erano stati già chiusi.

A Taormina per fortuna un centro vaccinale c’è ancora. Ma il problema ora si pone eccome. Si è passati dai grandi spazi del Lumbi, rimasti per gran parte non sfruttati, al nuovo centro dove le vaccinazioni si concentrano in piccoli spazi, che rischiano di essere inadeguati. Non vogliamo neanche immaginare quale potrebbe essere la situazione con le persone in attesa se dovesse esserci (e accadrà e anzi inizia già a succedere) una presenza significativa di cittadini che si recano all’hub per vaccinarsi.

Per il momento è ancora una fase gestibile ma si rischia di rivedere ai piedi della Via Crocefisso (con gli annessi e connessi per la viabilità) le scene già viste quando le vaccinazioni nei primi mesi si effettuavano all’ospedale San Vincenzo e – a dispetto della bravura da evidenziare del personale preposto – regnava il caos con tanta gente costretta alle lunghe attese, tra cui parecchi anziani.

Qualche soluzione si troverà (un’intesa-convenzione ad esempio con la proprietà per il parcheggio ex stazione?) e alla meno peggio si metterà qualche toppa, ma era così impossibile temporeggiare ancora qualche settimane e, al netto della convenzione in scadenza, immaginare che in Italia (come del resto a breve accadrà ovunque) si sarebbe arrivati alla terza dose del vaccino? La fretta fa fare harakiri e Taormina ormai si è maestri nel non trovare mai le vie di mezzo, nel complicare la vita a se stessi e agli altri.

E nel frattempo i cittadini s’incazzano. “Come dobbiamo prenotare il vaccino? Se provi a prenotarti sulla piattaforma ti sbattono a Catania o a Messina?”, fa notare una signora taorminese. In verità, va detto che bisogna presentarsi direttamente senza prenotare. Ma qualcun altro ci segnala che le persone, non trovando un’apposita segnaletica e/o cartellonistica all’esterno si recano per sbaglio ad Ortogrande presso la sede del 118, dove già in diverse occasioni il personale della postazione d’emergenza ha dovuto spiegare ai cittadini che l’hub non si trova lì e indicare dove si trova esattamente.

Storie di ordinario incasinamento. Abbiate pazienza, abbiate pazienza, a Taormina ce ne vuole tanta. Anche troppa.

 

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