Xi Jinping

TAORMINA – C’era una volta non troppo tempo fa il boom dei cinesi a Taormina, che nel 2019 stava per diventare decisamente qualcosa in più delle solite chiacchiere si fanno spesso da queste parti. Poi la pandemia ha stravolto tutto e ha devastato il turismo in Italia e nel mondo come uno tsunami. Eppure prima del maledetto avvento del Covid, i cinesi stavano scoprendo sul serio Taormina (e dintorni). Oltre ai viaggi e alla vacanza che stavano diventando una costante sempre più significativa da queste parti, c’erano anche non pochi interessi che si affacciavano all’orizzonte nel settore commerciale e persino in quello immobiliare. Una nota agenzia immobiliare della zona ha visto sfumare in extremis l’affare del possibile passaggio a cinesi di un hotel e lo stesso è accaduto per una lussuosa tenuta nella zona a mare di Taormina. Movimenti che lontano dai riflettori si erano registrati a Taormina ma anche a Giardini Naxos e nella zona della Valle Alcantara.

Come se non bastasse la pandemia, il governo cinese nel frattempo ha anche imposto un freno agli investimenti all’estero. Adesso però, la crisi sta spingendo il governo di Pechino ad allentare i controlli sulle società immobiliari, travolte da una crisi finanziaria epocale. Tutti i maggiori gruppi immobiliari sono in profondo rosso, oberati dai debiti, e con pagamenti in cedola scadute, con rischio di andare al default.

Che c’entra l’Italia e Taormina? L’allentamento delle restrizioni anti-europee potrebbe riannodare i fili perduti della strada che si era aperta anche con la Via della Seta e avere importanti riflessi sul mercato, sui margini di manovre delle banche e delle altre Istituzioni che potrebbero tornare ad immettere liquidità e favorire investimenti. Insomma ci vorrà ancora qualche tempo ma poi non sorprendiamoci troppo quando rivedremo i cinesi da queste parti e non solo a fare delle foto con le loro macchinette ma anche con l’intenzione di comprare qualcosa di importante e tuffarsi nelle opportunità (e purtroppo non sono poche) che la crisi offrirà qui come del resto in tutta Italia. Una prospettiva, insomma, che ad alcuni non piacerà ma che, a suo modo, nel bene o nel male potrebbe movimentare l’economia del territorio e venire incontro alle pretese di coloro che hanno deciso di vendere i propri immobili ma faticano a trovare un acquirente disposto a soddisfarne le pretese.

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