il prof. Marcello Passalacqua

TAORMINA – Tra tante inutili vicende e una gestione ormai stantia della cosa pubblica, che da troppi anni caratterizzano la Taormina bella di notte al Teatro Antico e piena di rughe di giorno, al palazzo comunale si apre uno squarcio di consapevolezza sui problemi della città.

Il prof. Marcello Passalacqua ha rivolto, infatti, al Consiglio comunale, e più in generale alla politica taorminese, un chiaro monito a guardarsi attorno per comprendere la vera realtà di Taormina. Una realtà che non è il salotto di Corso Umberto e che non può neanche essere il modus operandi di una politica che si preoccupa di coinvolgere i cittadini solo ogni cinque anni a suon di fumo negli occhi per il voto alle Comunali, alle Regionali e alle Nazionali. Riflessioni condivisibili che non necessitano di commenti e meritano di essere lette e rilette.

“Sto a contatto con la gente, soprattutto con gli anziani – afferma Passalacqua -, e vedo lo stato di alienazione di tante persone e capisco come renderle partecipi alla cosa pubblica sia una cosa importante. Le depressioni e i suicidi tra gli anziani, il lasciarsi andare. Parlo con tante persone che mi dicono di essere demotivate e di non avere una grande spinta per continuare a vivere. Bisogna rendere le persone partecipi alla vita pubblica, subito ed in maniera seria, non esclusivamente dando loro soltanto la caramellina al momento del voto. Il senso di comunità di un paese non è dato soltanto dallo stare sotto lo stesso tetto. La libertà è partecipazione diceva qualcuno. E’ inutile tentare di coinvolgere le persone alla cosa pubblica solo in occasione del voto ogni cinque anni, oppure quando si cercano i voti per le regionali, per le nazionali. Non ha senso e scredita anche il lavoro di chi fa politica. Le persone vanno coinvolte a partecipare, bisogna sconfiggere il qualunquismo, come quello del dare opinioni gratuite sulla cosa pubblica senza neanche conoscere i fatti o il fare polemiche sterili che non hanno alcun contenuto e nessun tipo di visione. E’ importante condividere le scelte, capire anche le difficoltà che ha un Comune ad andare avanti. Si dovrebbe remare nella stessa direzione, anche con opinioni diverse. E bisogna capire che il centro di Taormina non è Taormina. Taormina è la periferia, sono i quartieri spesso dimenticati da tutti. I problemi veri non sono quelli di Corso Umberto, sono solo una parte di un paese multicentrico”.

© Riproduzione Riservata

Commenti