TAORMINA – Neanche il tempo di scansare un ciclone e già ne spunta un altro. Apollo, per fortuna, ha già lasciato la Sicilia e si è portato via il carico di paura che aveva messo in subbuglio milioni di siciliani per qualche giorno e poi si è tradotto nella devastante che ha investito Catania e Siracusa. Dalle parti di Taormina Apollo, per fortuna, non si è visto, però, è arrivata in queste ore una bufera che si è materializzata sotto il cielo di Asm e ora mette in apprensione la politica locale.

L’inchiesta della Procura di Messina, che ha portato nelle scorse ore a 6 misure cautelari interdittive, non sembra, infatti, il punto di arrivo, semmai soltanto quello di partenza di quella che potrebbe in termini concreti diventare una forte perturbazione di carattere giudiziario nel cielo di Taormina.

Premesso e sottolineato il principio di presunzione di innocenza che è sacro per tutti ed è doveroso sottolinearlo sino all’esito di un eventuale terzo grado di giudizio, appare riduttivo e anche fuorviante immaginare che il problema a Taormina sia da ricondurre alle vicende di un funzionario di Asm come accadde nel tempo anche per qualche dirigente negli uffici del Comune.

Il problema va ben oltre le dinamiche di una singola posizione e va di gran lunga al di là dei confini della vicenda di queste ore. Il vulnus a Taormina non è il singolo ma il sistema. La morale della favola è che nel tempo, negli anni (almeno 20 a questa parte), all’Azienda Servizi Municipalizzati e al Comune di Taormina, allo stesso modo, tante persone in troppe occasioni hanno fatto (indisturbati) tutto quello che hanno voluto, il bello e il cattivo tempo. E la politica dov’era? Che cosa ha fatto? Non sapeva e non ha visto nulla? Oppure il carico da cento dei misfatti proprio la politica l’ha accompagnato a braccetto e lo ha pure telecomandato? La politica si deve assumere le proprie responsabilità. Tutte.

Chiamato a rimettere in sesto l’Asm e a tirarla fuori dalla liquidazione, a lavoro fatto e finito, accomodato alla porta dalla politica perché ingestibile troppo ingombrante, Antonio Fiumefreddo prima di lasciare Taormina ha denunciato una serie di fatti che verranno accertati dall’Autorità Giudiziaria e che, intanto, assumono le sembianze di un altro “Apollo”.

Fiumefreddo riappare nei radar di Taormina con l’eco pesante delle indagini su Asm che scuote il crepuscolo del 2021 e agita le premesse dell’anno che verrà. Lo aveva profetizzato un anno fa che sarebbe arrivato il tempo delle spine, quello in cui doverle raccogliere.

Al largo di Taormina ora c’è un ciclone dalle traiettorie imprevedibili e potenzialmente devastante per i palazzi del potere locale se dovesse colpire su altri versanti. E’ un fenomeno che si comincia ad intravedere nei satelliti dei santuari politici paesani e che dopo questa prima raffica di venti forti ne farà soffiare probabilmente altri. Bisogna vedere quando il ciclone si manifesterà nella sua massima intensità e dove colpirà. Da qui ai prossimi mesi sarà ancora allerta rossa.

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