TAORMINA – Avete presente il cubo di Rubik, il celebre poliedro inventato dal professore di architettura e scultore ungherese Ernő Rubik nel 1974? Il cubo di Rubik è un vero e proprio “rompicapo” dove ognuna delle sei facce del cubo è ricoperta da nove adesivi dello stesso colore e nel tempo la maggior parte delle persone è riuscita a risolvere soltanto una o due facce del cubo, sono stati anche pubblicati molti libri sull’argomento e la costante umana è che ad un certo punto si arriva puntualmente alla percezione che la composizione è una gran rottura di maroni e si finisce per lasciar perdere. A Taormina il modello “Rubik” sembra ormai il marchio di fabbrica dell’aggregazione politica che dovrebbe contrapporsi all’Amministrazione in carica ma che alle porte del 2022 non riesce a comporre il puzzle e a trovare la faccia giusta, ed è ferma praticamente ancora alle stesse mosse malriuscite del 2018.

E’ storia nota che ci siano cinque o sei candidati a sindaco (forse anche di più) ma – al netto delle varie supercazzole di circostanza del “c’è tempo”, “siamo ancora a novembre (e prima ancora eravamo a ottobre, settembre, agosto, etc…)”, “manca ancora un anno e mezzo”, “prima bisogna aspettare le Regionali” – la realtà è quella di un cubo politico dove al momento a Taormina uno schieramento avverso all’attuale Esecutivo non c’è e tarda a formarsi perché ad ora non sussistono le condizioni. Ci sono le schermaglie di rito delle sedute di Consiglio comunale, dove in verità la normativa vigente con una proporzione di 11-5 ha reso praticamente inutile la presenza dei consiglieri di opposizione, poi c’è qualche periodica amichevole riunione in cui si discute del più e del meno, si marca il terreno e si cerca di stanare il “furetto” tra i vari pretendenti alla candidatura a sindaco. E poi? Poco altro.

A 18 mesi dalle elezioni, che non saranno l’equivalente di 18 giorni dal voto ma neanche di 18 anni ante-urne, a Taormina non esiste un’alternativa politica e ci si preoccupa semmai di costruire soltanto un soggetto elettorale, una lista da mettere in campo con la calcolatrice negli ultimi tre-quattro mesi prima delle elezioni. La prospettiva è la solita, quella di una proposta last minute, che non soltanto mette l’opposizione di turno nelle condizioni di avviarsi verso l’orizzonte di un’altra Caporetto ma di fatto, nel frattempo, priva anche la città stessa di uno strumento di democrazia importante, perché di solito dovrebbe esserci una maggioranza e un’opposizione, due parti che rappresentano le diverse posizioni della ragione umana e del vivere sociale ancor prima che dell’agone politico. Dovrebbe essere così non per 3 mesi ogni 5 anni ma anche oltre: a Taormina non è così.

La conflittualità è tra l’Amministrazione ed il partito dei social, dove basta una tastiera per salire in cattedra e si fa gara a chi la spara più grossa. E l’opposizione (quella politica)? Boh, chi l’ha vista. Si assiste a sterili tatticismi di quartiere in ottica futura che hanno stufato e ad una politica ad intermittenza che mostra sin qui poca dedizione alle aspettative della collettività, ancor prima che di una parte dell’elettorato. Latita la voglia di anteporre la forza delle idee, manca la consapevolezza di voler provare ad esporre una visione del territorio (se la si ha), non c’è la capacità di mettere esplicitamente le ambizioni di leadership sul tavolo, uscire allo scoperto e avere il coraggio di fanculizzare chi non ci sta. Meglio pazientare, fare a “nascondarello” e professare giudaiche frasi d’amore per tutti, perché quei 50, 100, 200 voti dell’alleato scomodo di turno è meglio non perderli. E i problemi della città? Possono attendere, se ne riparlerà in campagna elettorale.

Il candidato sindaco? La proposta alternativa per la città? I programmi? Le idee? Chiacchiere e poesia. E’ troppo presto!! Lo volete capire? Se ne riparla tre-quattro mesi prima delle elezioni, quando in qualche modo un nome per il ruolo di portabandiera poi lo si troverà e una lista agguerrita la si farà. Ma dopo le elezioni del presidente della Repubblica, dopo le Regionali, dopo i mondiali del Qatar, dopo il prossimo festival di Sanremo, dopo la prossima edizione di Amici e dopo la puntata numero 10 mila di Beautiful. Altrimenti oggi è presto e “ci si brucia”….

© Riproduzione Riservata

Commenti