la Via Crocefisso

TAORMINA – L’inverno non è neanche iniziato ma a Taormina la situazione è già desolante e non solo perché inizia il periodo in cui la città si svuota dalla presenza dei turisti e va in letargo sino a Pasqua. Le condizioni di tante (troppe) strade e altrettanti quartieri della città sono pietose. In centro come nelle frazioni l’avvento dell’ora legale ha messo il punto esclamativo su una condizione a dir poco deprimente, di certo inaccettabile. Non appena fa buio non c’è più luce, gli impianti di illuminazione non funzionano e bisogna munirsi di torcia per non farsi inghiottire dalle tenebre. Intere zone del paese non sono illuminate e purtroppo non è più neanche una novità.

Non ci si preoccupa neppure del fatto che forse si possa creare così anche un problema di sicurezza? Alle cinque del pomeriggio nei vicoli di Taormina, come nelle traverse di Mazzeo e per le vie di Trappitello, va in scena una sorta di requiem dell’invisibile e sembra quasi di trovarsi dentro uno spot dove la voce delle tenebre sussurra: “mettete pure il pigiama, la giornata è finita, andate a dormire e buonanotte ai suonatori”. 

Inquietante capitolo a parte, o forse nefandezza decisamente complementare, è quella degli allagamenti che arrivano ormai puntuali come un orologio svizzero appena piove. Una cascata d’acqua in via Crocefisso, un muro d’acqua in Via Garipoli, in Via Arancio si può fare canoa e in diversi altri punti le cose non vanno meglio. La raccolta delle acque è latitante a Taormina e forse si potrebbe mettere una “taglia” per chi dovesse fornire informazioni utili a capire dove sia finita o se mai sia esistita, con la certezza che sia quasi come cercare il fantasma del pirata Flint.

Ma come si può andare avanti così? E – ad onore del vero e per non dare fiato alle trombe degli smemorati – si tratta di problemi che non nascono oggi ma che si trascinano irrisolti da anni, sin dalle passate Amministrazioni, tutte (senza distinzioni) rivelatesi incapaci di imprimere una sterzata alla parabola declinante di Taormina.

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