TAORMINA – C’è un frammento della storia della propria famiglia, legata alla figura di Francesco Maurolico, c’è l’urgenza della scrittura che da sempre lo spinge, c’è soprattutto l’amore per la sua Messina nell’ultima fatica di Vanni Ronsisvalle, intellettuale poliedrico, prestigioso scrittore e giornalista, che ha dato da poco alle stampe il romanzo “Il sangue e il colore del mare”, ambientato nella città dello Stretto alla vigilia della battaglia navale di Lepanto del 1571.

Il volume, edito da La nave di Teseo, sarà presentato il 30 ottobre alle ore 17 a Taormina dal sindaco Mario Bolognari, rinomato antropologo e intellettuale, in quella stessa Fondazione Mazzullo di cui, quasi mezzo secolo fa, Ronsisvalle ha scritto lo statuto.

L’evento, a cui parteciperà l’autore, è promosso e organizzato dal Comune di Taormina in collaborazione con Taobuk, il festival letterario che da oltre un decennio si è imposto nel panorama internazionale per ospiti e contenuti. Interverrà l’assessore comunale alla Cultura Francesca Gullotta. A moderare l’incontro sarà Antonella Ferrara, presidente e direttore del festival internazionale Taobuk.

La spedizione per una della più grandi imprese militari, politiche, religiose, si riunì e partì dal porto falcato di Messina. Tanti sono i personaggi storici che si muovono nell’affresco delineato nel romanzo, dall’imperatore Carlo V al figlio naturale Giovanni d’Austria, generale dalla flotta della Lega Santa, dal re Filippo II fino appunto al messinese Francesco Maurolico che nel romanzo avrà un ruolo importante, “l’abate e il rinomato filosofo, ma anche il giovane progettista di quelle magnifiche opere militari, di fortezze e mura, comunque un enfant prodige in macchine e costruzioni nelle guerre guerreggiate”.

All’approssimarsi di un evento decisivo per la storia della Cristianità – che impegnerà la flotta mussulmana dell’Impero Ottomano e quelle alleate del Papa e dell’Imperatore guidate da don Giovanni d’Austria – a Messina un maturo frate intellettuale e una donna di nobili origini, giunta da Aquisgrana al seguito del giovane condottiero, tramano un complesso intrigo per favorire la flotta imperiale a scapito dei papisti, tra colpi di scena e difficoltà nel portare a buon esito il piano. Il frate e la nobildonna intrecciano al contempo una relazione intensa, ma destinata a rimanere platonica. L’ambientazione dettagliata nella città siciliana, la presenza pervasiva degli aspetti più “corporali” dei personaggi e le particolareggiate scene navali sono caratteristiche dell’intreccio del romanzo, scritto con uno stile ricco di digressioni, a tratti una sorta di barocco rivisitato, efficace nel creare il clima di attesa della feroce battaglia, il cui esito avrà ripercussioni fino ai giorni nostri come il romanzo tratteggia nelle pagine conclusive sospese tra il verosimile e il fantastico.

Vanni Ronsisvalle è nato a Messina e vive tra Taormina e Roma; romanziere, saggista, poeta, autore teatrale e cinetelevisivo, ha alternato l’intensissima l’attività letteraria a quella giornalistica ai massimi livelli come caporedattore alla cultura al TG1, vicedirettore al TG2 e inviato speciale. Per la Rai ha ideato e diretto rubriche radiofoniche e televisive di attualità culturali, inchieste, Speciali Tg, documentari, film. È autore di interviste memorabili con personalità di grande caratura e di profilo internazionale, quali Ezra Pound, Jean-Paul Sartre, Eugenio Montale, Lucio Piccolo, Italo Calvino, Andy Warhol, José Saramago, Louis Aragon, Pier Paolo Pasolini. Ha collaborato con quotidiani e riviste tra cui “La Stampa”, “Il Corriere della sera”, “Il Messaggero”.

Molto legato alla Sicilia, Vanni Ronsisvalle è stato tra i promotori nel 1968 del famoso premio letterario Brancati di Zafferana Etnea in sodalizio con Pasolini, Sciascia, Moravia e Pound. E’ stato Presidente della Fondazione Piccolo di Capo d’Orlando, dopo averne presieduto il Comitato scientifico per tre anni. Ha vinto, tra gli altri, il Premio Bancarella, il Premio Hemingway, il Premio Colapesce. Ha scritto lo statuto della Fondazione Piccolo di Calanovella e quello della Fondazione Mazzullo, che torna ad accogliere un protagonista della vita culturale tra i più autorevoli, versatili, acuti.

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