“Dobbiamo rafforzare il sistema turismo perché il futuro può essere ben più del 13-14% del Pil”: lo ha dichiarato il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia. Il monito del ministro è un discorso a largo raggio che vale per tutti e necessita di una riflessione anche dalle parti di Taormina, capitale del turismo siciliano che dopo un anno e mezzo di crisi da dopo-guerra deve ripartire e riprendersi i flussi del turismo straniero, evaporato a causa della pandemia.

“Di quanto sia importante il turismo – ha evidenziato Garavaglia – ce ne siamo accorti durante il lockdown per l’emergenza pandemica, che ha fatto capire a tutti l’importanza di questo settore”, ha aggiunto Garavaglia. “Adesso siamo ripartiti – ha detto ancora il ministro – l’estate è andata bene, ma dobbiamo fare andare bene anche l’inverno. La crisi pandemica – ha detto ancora – ci ha fatto capire che è un settore importante, ma anche fragile quindi dobbiamo renderlo strutturalmente più forte, investire nella qualità di tutta la filiera, in tutte le fasi del turismo dal marketing alla promozione, dall’enogastronomia alla ricezione”.

Il messaggio è che, in sostanza, ciascuno deve fare la sua parte e bisogna fare rete, altrimenti il rilancio del turismo rimarrà una bella intenzione e poco più. Una parte di quel turismo svanito con il Covid, evidentemente, la si sta iniziando a recuperare e le cose (almeno così si spera) andranno ancora meglio nel 2022 ma se davvero si vuole tornare ai livelli del 2019 sarà necessario fare qualcosa in più, qualcosa di differente. Integrare le forze e le risorse del territorio, adattarsi alle dinamiche del momento e i nuovi trend del turismo che non è più quello di qualche anno fa. E – nel caso specifico delle realtà come Taormina – allargare il concetto di filiera anche ai centri abitati del comprensorio per rafforzare l’offerta della destinazione turistica sul mercato. Da soli non si va più da nessuna parte.

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