Sino alle ore 17 del 29 ottobre, le imprese operanti nel settore turistico potranno chiedere online l’assegnazione dei contributi a ristoro dei mancati introiti determinati dalle conseguenze della pandemia. Dopo il benestare della Commissione Ue, infatti, sono state sdoganate le risorse stanziate sull’apposito fondo istituito dal Dl “Rilancio”. Lo ha reso noto il ministero del Turismo.

I beneficiari sono, in particolare, le imprese turistico-ricettive con ricavi o compensi, nel 2019, superiori a 10 milioni di euro; le agenzie di animazione per feste e i villaggi turistici; gli enti che gestiscono, a scopo turistico, siti speleologici e grotte; e le agenzie di viaggio e i tour operator che non hanno già presentato un’istanza di contributo (articolo 4 del decreto dirigenziale del 15 settembre 2020).

Per le imprese turistico-ricettive, che nel dettaglio sono le imprese con attività identificate dai codici Ateco 55.10.00, 55.20.10, 55.20.20, 55.20.30, 55.20.40, 55.20.51, 55.20.52, 55.30.00, 55.90.20 e 96.04.20, vengono stanziati 50 milioni di euro, i quali andranno suddivisi tra i richiedenti fino a un importo massimo di 1,8 milioni per ciascun beneficiario.

Tali strutture, oltre ad aver registrato nel periodo d’imposta 2019 ricavi o compensi superiori a 10 milioni di euro, devono:

  1. essere in possesso di partita Iva attiva già prima del 1° gennaio 2020;
  2. avere sede legale in Italia; non essere destinatari di sanzioni interdittive (articolo 9, comma 2, Dlgs n. 231/2001);
  3. essere in regola con gli obblighi fiscali, previdenziali e assicurativi;
  4. non trovarsi già in difficoltà al 31 dicembre 2019, ai sensi del regolamento Ue n. 651/2014, salvo che si tratti microimprese o piccole imprese di cui all’allegato I dello stesso regolamento, purché non soggette a procedure concorsuali per insolvenza e non destinatarie di aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione;
  5. non essere destinatarie di condizioni ostative alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni.

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