PALERMO (ITALPRESS) – “Quando ho capito che potevo vincere l’oro? L’ho realizzato subito, anche se la mia faccia incredula alla fine dell’incontro non lo dimostrava”. Vito Dell’Aquila è entrato nella storia del taekwondo italiano conquistando il primo oro azzurro in questa disciplina alle Olimpiadi di Tokyo2020. Un successo straordinario:”Lo sognavo da tanto tempo e ci speravo tanto – ha detto all’Italpress -. Un pò me l’aspettavo anche perchè ho lavorato duramente in questi anni, quindi è stato facile rendermene conto”. La vittoria dell’oro chiaramente porta popolarità, ma Dell’Aquila – a Palermo per il corso Insegnanti Tecnici – ha avuto la bravura di restare con i piedi per terra: “La mia vita non è cambiata, a parte il boom iniziale fatto di interviste, eventi, selfie. Adesso sono tornato alla normalità e mi sto allenando in vista dei prossimi obiettivi. Tra tre anni ci sarà Parigi, ma prima bisognerà qualificarsi. Nel taekwondo la qualificazione non è scontata ed è un processo molto difficile e voglio vincere tante gare, tra cui il mondiale e poi pensare a Parigi 2024”. Oltre a Dell’Aquila nel capoluogo siciliano presenti Roberto Botta, bronzo agli europei 2021 di Sofia, e Simone Alessio, campione del mondo a Manchester 2019. Quest’ultimo in Giappone è arrivato ai quarti di finale: “Non ho ancora digerito la sconfitta ai quarti di finale di Tokyo – ha dichiarato Alessio -. Ripensandoci la qualifica è stata molto bella e liberatoria dopo un anno particolare, andando a Tokyo ero partito con tanti sogni e voglia di fare bene, ma ho fatto bene a metà. Il rammarico è tanto, ma credo che sia una lezione che mi servirà nel futuro. Il mio obiettivo di Parigi sarà conquistare tutto quello che ho perso a Tokyo. Voglio vincere”. Orgoglioso delle prestazioni degli azzurri e dello spirito col quale si stanno preparando ai prossimi impegni anche il presidente della FITA, Angelo Cito: “Ripetersi a Parigi sarà complicato, non bisognerà sottovalutare nulla. Il taekwondo italiano ha sempre dato risultati importanti e cercheremo di fare lo stesso a Parigi, consapevoli che la sfida è sempre più difficile perchè quando si vince si ha una maggior responsabilità”.
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