Vittorio Sgarbi

TAORMINA – Si riaccendono le voci di una possibile candidatura di Vittorio Sgarbi a sindaco di Taormina. Proprio in questi giorni fonti vicine al noto critico d’arte hanno fatto sapere di voler convincere Sgarbi a scendere in campo nella Perla dello Ionio e che proprio Sgarbi non avrebbe, comunque, smesso di pensare all’idea di inseguire la sindacatura di Taormina.

Taormina, d’altronde, Sgarbi la conosce bene, da queste parti ha diverse amicizie ed è stato tante volte in visita in questa città ed ha preso parte ad iniziative culturali sul territorio. Non a caso, da parecchi anni si parla, puntualmente o quasi, ad ogni tornata elettorale del nome di Sgarbi tra i papabili per la sindacatura. In qualche caso c’è stato davvero qualche contatto e qualcosa si era mosso, in altri si è trattato soltanto di una suggestione: di certo c’è che a Vittorio Sgarbi piacerebbe fare il sindaco di Taormina, sa di essere stimato nella capitale del turismo siciliano e lui stesso non ne ha mai fatto mistero con gli amici del pensiero di impegnarsi a Taormina.

Ancora adesso un amico di Sgarbi ha fatto sapere:  “Vittorio continua a sognare di fare il sindaco di Taormina, è convinto che questa città abbia grandi potenzialità e ritiene che la località siciliana potrebbe rappresentare il coronamento delle sue esperienze amministrative in vari comuni italiani”. 

Di recente, in una trasmissione sulle reti Mediaset, in un suo commento sulla ripartenza del turismo in Italia, Sgarbi ha voluto citare Taormina e ha posto l’accento su aspetti riguardanti questo territorio come l’estate all’insegna del turismo di massa e la mancanza ancora dei flussi ricettivi dall’estero rispetto al periodo antecedente all’emergenza sanitaria.

Manca ancora un anno e mezzo al ritorno alle urne e il tempo dirà se si tratta soltanto di rumors senza un seguito o se il critico d’arte vorrà tentare la sfida in un contesto come Taormina che ha già dimostrato di essere restia al cambiamento ed a maggior ragione si è trasformata in una sorta di “fortino inespugnabile” ogni qualvolta si parla di candidature esterne al contesto locale o figure fuori dagli schemi che potrebbero scompaginare o anche solo mettere in discussione gli equilibri già consolidati e le dinamiche tradizionali.

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