Harrison Ford con il presidente di Sac Catania, Nico Torrisi

Sono terminate nelle scorse ore le riprese nella zona della Marina di Cefalù le riprese del quinto episodio della saga di Indiana Jones, film che uscirà nel 2022 e che la produzione ha deciso di girare anche in Sicilia, tra Cefalù e Siracusa.

Il centro storico di Cefalù per l’occasione è stato trasformato in una versione Anni Sessanta e nel territorio si sono visti tanti turisti a “caccia” del mitico Harrison Ford, in cerca di una foto, un selfie o un autografo del noto attore americano. L’attore, tra l’altro, a quanto pare è stato molto gentile con tutti. Il set della saga era blindatissimo ma tutti gli addetti ai lavori si sono mostrati rispettosi e cordiali con i siciliani. Sulla pagina Instagram di Indiana Jones è apparso anche un video con Ford che posava con alcune cosplayer e che ha conquistato subito la Rete diventando virale. L’attore è arrivato con un trenino ed anche queste immagini hanno fatto il giro del Web. In precedenza la produzione aveva girato a Siracusa, nella suggestiva location storica de l’Orecchio di Dioniso e del Castello Maniace.

La Eagle Pictures ha scelto la Sicilia ed in particolare la zona di Trapani, San Vito Lo Capo, Cefalù e Siracusa per questo quinto episodio della saga di Indiana Jones. La produzione ha prenotato ville di lusso e camere d’albergo, e naturalmente i diversi servizi come ristoranti e driver per le circa 600 persone che lavorano al film. Milioni di euro per commercianti di tutta la Sicilia. Impeccabile l’organizzazione di tutto e tra le località interessate da questa tappa siciliana di Indiana Jones anche altre città come Noto, Castellamare del Golfo e non è mancato neanche un giro per il centro storico di Paternò.

Si è trattato, insomma, senza alcun dubbio di un grande spot per la Sicilia, un’occasione stavolta davvero importante di promozione del territorio. Complimenti alle città siciliane che da questa occasione avranno un ritorno di immagine e presumibilmente anche turistico e sarà un fattore in più nell’ottica di un percorso di rilancio del turismo dopo la pandemia. Da queste parti c’è il rammarico che tra le location scelte non ci sia stata anche Taormina o che nella Perla dello Ionio non ci sia stato modo magari di avere almeno breve tappa da parte della produzione.

Di certo non sarà stata colpa dei luoghi (meravigliosi e secondi a nessuno per bellezza) che Taormina offre: forse a livello istituzionale si poteva fare qualcosa in più per portare questa eccezionale produzione da queste parti? Il dubbio c’è, pure il rimpianto (degli operatori economici) e la convinzione (dei cittadini) che per rilanciare Taormina come merita bisogna andare oltre i selfie e gli auto-spot.

 

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