TAORMINA – Mentre l’opposizione resta alle prese con il nodo del futuro candidato sindaco, a Taormina i giochi politici nella maggioranza in vista del 2023 sembrano decisamente più chiari e ben delineati già da tempo, o forse è meglio dire sin dall’inizio di questo quinquennio amministrativo.

A guidare l’attuale Amministrazione nella sfida elettorale del 2023 sarà nuovamente il sindaco in carica Mario Bolognari o in alternativa Mario D’Agostino, che può vantare la golden share politica della maggioranza di Palazzo dei Giurati. Tutto deciso, o forse no. All’interno della maggioranza c’è anche chi sarebbe pronto a proporre un terzo nome.

Tutto dipenderà dal sindaco Bolognari, sarà lui a decidere se correre per la riconferma o se invece fare un passo indietro. Se la scelta dovesse essere quella di non riproporsi si fa spazio anche un’alternativa al femminile: quella dell’assessore Francesca Gullotta.

La prof.ssa Gullotta, già candidato sindaco a Taormina nel 2013, sarebbe un nome in grado di incassare il gradimento di alcune anime dell’attuale maggioranza, e nello specifico quelle che non sono convinte di andare a convergere sulla candidatura di D’Agostino, ma piace anche trasversalmente ad alcuni esponenti dell’opposizione che non sono convinti delle varie candidature che si prospettano in alternativa a questa Amministrazione.

Gli accordi politici e l’orizzonte politico tracciato – sempre in caso di rinuncia alla ricandidatura -, spingerebbero Bolognari all’investitura di D’Agostino a suo successore ma in politica nulla si può mai dare per scontato e l’alternativa, in questo caso, sarebbe una sua fedelissima, da sempre vicina al professore e che al suo fianco è stata assessore negli Anni Novanta e lo è anche adesso.

In una città che non ha mai espresso una sindacatura al femminile e che sembra proseguire la sua vocazione a una contesa tutta al maschile, la Gullotta è un nome di cui si comincia a parlare in alcune riunioni politiche e che anche di recente è stata posta sul tavolo da qualche autorevole esponente della maggioranza per provare a scompaginare il quadro politico attuale, sia da una parte che dall’altra.

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