ROMA (ITALPRESS) – Comunione, partecipazione, missione. Papa Francesco ha posto l’accento sulle tre parole chiave nel suo discorso rivolto ai presenti al Vaticano per l’inizio del Percorso Sinodale. “Comunione e missione sono espressioni teologiche che designano il mistero della Chiesa e di cui è bene fare memoria. Il Concilio Vaticano II ha chiarito che la comunione esprime la natura stessa della Chiesa e, allo stesso tempo, ha affermato che la Chiesa ha ricevuto la missione di annunziare e instaurare in tutte le genti il regno di Cristo e di Dio, e di questo regno costituisce in terra il germe e l’inizio – sottolinea il Santo Padre – Vorrei dire che celebrare un Sinodo è sempre bello e importante, ma è veramente proficuo se diventa espressione viva dell’essere Chiesa, di un agire caratterizzato da una partecipazione vera. E questo non per esigenze di stile, ma di fede”. Il Sinodo, però, non è esente da rischi: “Ne cito tre – prosegue il Papa – Il primo è quello del formalismo. Si può ridurre un Sinodo a un evento straordinario, ma di facciata, proprio come se si restasse a guardare una bella facciata di una chiesa senza mai mettervi piede dentro. Un secondo rischio è quello dell’intellettualismo. far diventare il Sinodo una specie di gruppo di studio, con interventi colti ma astratti sui problemi della Chiesa e sui mali del mondo; una sorta di ‘parlarci addossò, dove si procede in modo superficiale e mondano”. E infine “ci può essere la tentazione dell’immobilismo: siccome ‘si è sempre fatto così’, questa parola è un veleno nella vita della Chiesa”. L’appello è quindi quello di viverla come un’occasione verso una Chiesa che sia “sinodale, dell’ascolto e della vicinanza. Non dimentichiamo lo stile di Dio che ci deve aiutare: vicinanza, compassione e tenerezza”, ha concluso.
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