TAORMINA – Arrivano rumors a sorpresa in vista delle prossime elezioni amministrative a Taormina, dove potrebbe registrarsi una candidatura a sindaco a dir poco clamorosa, in grado di scompaginare il quadro politico attuale in città.

Voci sempre più insistenti prospettano, infatti, una possibile discesa in campo a Taormina dell’attuale sindaco di Messina, Cateno De Luca. L’idea o la tentazione di fare il primo cittadino a Taormina non è affatto una novità nei pensieri di Cateno De Luca, sta tornando d’attualità e pare essere più di un semplice “piano B”. Già nel 2018 De Luca aveva pensato, ad un certo punto, di candidarsi alla carica di primo cittadino di Taormina, per poi optare alla fine sul Comune di Messina, dove riuscì a ribaltare le previsioni e ottenne una netta vittoria che lo vede oggi sindaco al governo di Palazzo Zanca.

De Luca ad oggi è lanciato verso la candidatura alla presidenza della Regione, obiettivo dichiarato che insegue da tempo e per il quale si sta muovendo con determinazione già da mesi. Non sarebbe, tuttavia, ancora da escludere che in extremis possa decidere di rimandare l’appuntamento con la sfida per diventare governatore. Le elezioni regionali del 2022 vedranno, in ogni caso, De Luca tra i protagonisti alla guida del suo movimento politico. Per questo De Luca pare intenzionato a dimettersi tra qualche mese, per prepararsi alle Regionali, dove si voterà il prossimo autunno, e al contempo per scrivere un altro capitolo della sua vita da “sindaco di professione”. Nel frattempo si voterebbe a Messina, dove non è scontato che De Luca voglia ricandidarsi a sindaco e da un lato ci sarebbe la volontà di provare a rivincere e stavolta prendersi anche la maggioranza del Consiglio comunale ma dall’altro lato c’è la riflessione che il risultato di rilanciare Messina dal disastro totale ereditato è stato comunque già raggiunto e adesso che – per sua stessa ammissione – “il lavoro sporco è stato fatto ed è finito” ed è tempo di altre sfide.

Magari qualcosa in più la si capirà l’1 e 2 ottobre, quando è in programma la convention di Sicilia Vera, che si terrà proprio a Taormina, a riprova della considerazione strategica non secondaria che De Luca attribuisce a questo territorio. La Perla dello Ionio è la terra politica di mezzo tra Palermo e Messina per De Luca, non è un’alternativa di secondo piano nel bivio che attende l’ex sindaco di Fiumedinisi e Santa Teresa di Riva. Ed è un posto dove già da tempo c’è chi spinge e invoca l’avvento di una figura come De Luca per scompaginare il quadro politico e dare uno scossone ed un cambio di passo alla città.

E allora attenzione perché sul tavolo c’è uno scenario triplo per De Luca con una strada da percorrere e altre da escludere: nel 2022 la candidatura alla presidenza della Regione, oppure la ricandidatura a sindaco di Messina, o nel 2023 la candidatura a sindaco a Taormina. Una cosa è certa: stare in Parlamento a Palermo e al governo della Città Metropolitana di Messina contemporaneamente non si può, per legge, e d’altronde De Luca stesso ha scelto di dimettersi da deputato regionale dopo essere stato eletto nel 2017 e decise di restare poi sindaco di Messina, dove vinse le elezioni nel 2018.

Altra storia sarebbe, però, se De Luca dovesse correre tra un anno per un posto all’Ars, magari conquistare un ruolo politico di rilievo a Palermo e poi candidarsi nella primavera 2023 a Taormina, perché in questo caso il discorso cambia e l’incompatibilità non ci sarebbe: l’incompatibilità tra la carica di Parlamentare e la carica di sindaco sussiste soltanto per quei comuni che hanno una popolazione superiore ai 20 mila residenti, Taormina si ferma alla metà. I numeri dicono che Taormina non è una città metropolitana come Messina ma nel mondo si sa che tutti conoscono Taormina e pochi luoghi attraggono e fanno clamore (e sceneggiate) come Taormina. A qualsiasi latitudine, da un polo all’altro, si scrive Sicilia e si legge Taormina. Anche per questo De Luca non vedrebbe Taormina come un passo indietro e la sfida lo affascina. Il triplo salto carpiato con avvitamento su Palazzo dei Giurati sarebbe una mossa già entrata nelle valutazioni dell’attuale sindaco di Messina.

De Luca, insomma, al momento insegue la presidenza della Regione e ha un obiettivo che viene prima di qualsiasi altro ma nel caso in cui dovesse decidere di rimandare la scalata alla prima poltrona di Palazzo d’Orleans, starebbe entrando nell’ordine di idee di irrompere sulla scena politica di Taormina. Si sa che la politica è un frullatore senza schemi, fatto di fragili equilibri e di mutevoli scelte e in questo orizzonte magmatico c’è anche la possibilità concreta che De Luca, tra qualche tempo, decida di stravolgere i suoi piani e scatenare uno tsunami dalle parti di Taormina. O forse i piani stanno già cambiando?

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