TAORMINA – “Non hai pagato le bollette e sei moroso? Renditi utili per la città e scendi in strada per pulirla”. Si potrebbe riassumere così la scelta adottata in Sicilia dal Comune di Trapani che ha deciso di puntare sul baratto amministrativo nei confronti dei cittadini che non hanno pagato la Tari. Trapani – al pari di altri comuni che hanno già da tempo avviato analoga iniziativa – sta applicando una misura nazionale varata 7 anni fa dal governo nazionale nell’ambito del decreto “Sblocca Italia”.

Questa soluzione del pagare le tasse comunali con delle ore di lavoro potrebbe servire eccome anche a Taormina, dove le morosità non mancano e il Comune è arrivato ad accumulare circa 30 milioni di euro di tributi non riscossi e ha votato il dissesto finanziario dell’ente lo scorso 22 luglio. Soprattutto d’estate Taormina viene invasa da migliaia di persone che moltiplicano in termini esponenziali la presenza di rifiuti in città ma c’è da fare i conti per tutto l’anno con l’inciviltà di alcuni residenti che a loro volta abbandonano i rifiuti per strada, senza curarsi di fare la differenziata e senza farsi lo scrupolo di insozzare la capitale del turismo siciliano.

E allora, tenendo conto che c’è bisogno di garantire la pulizia e il decoro del territorio e considerando che gran parte di quei 30 milioni di tasse non riscosse il Comune rischia di vederli soltanto in “cartolina”, a Taormina si potrebbe (o si dovrebbe) percorrere questa linea di conciliazione fiscale ed impegnare i cittadini morosi nella raccolta e lo spazzamento dei piccoli rifiuti da portare via e per pulire le aree verdi. Nel caso di Trapani ogni ora di lavoro vale 6 euro in termini di debito da estinguere con l’ente.

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