il prof. Marcello Passalacqua

TAORMINA – Marcello Passalacqua prende le distanze dall’Amministrazione di Taormina e ad un anno e mezzo dal ritorno alle urne la presa di posizione del consigliere comunale imprime uno scossone alla legislatura in corso ma anche nell’ottica dei futuri equilibri politici in città. In una nota a BlogTaormina il Neurochirurgo che nel 2018 è sceso in campo ed è stato sin qui tra i volti principali dell’aggregazione di governo, spiega ufficialmente la sua posizione e le motivazioni di una pausa di riflessione che si traduce nel temporaneo allontanamento della maggioranza. Lo stimato professionista taorminese racconta le perplessità su alcune scelte politiche – come le recenti nomine in Asm – che lo hanno portato alla decisione di rendersi indipendente al momento dall’esecutivo.

“Faccio un plauso – spiega il prof. Passalacqua – al sindaco ed all’Amministrazione comunale per essere riusciti ad uscire dopo più di 10 anni dalla liquidazione di Asm, impresa che sembrava impossibile ma che invece per realizzarsi non poteva prescindere dalla volontà di nominare, con pieni poteri, professionisti validi, competenti e con solido bagaglio tecnico professionale. Riguardo la situazione recente delle avvenute nomine all’Asm ritengo, tuttavia, che ogni consigliere comunale dovrebbe esprimere una propria valutazione sull’appropriatezza delle nomine che, com’è noto, spetta al sindaco. Invece ancora una volta, per motivi indipendenti dalla mia volontà, sono rimasto spettatore passivo in scelte nelle quali non si è ritenuto opportuno ascoltare la mia opinione”.

“I tempi sono cambiati. Ormai i cittadini, peraltro giustamente, hanno la possibilità di conoscere in dettaglio il curriculum ed il pedigree’ di chicchessia. La gente fa le proprie considerazioni indipendenti su ogni argomento. E le sta facendo anche su queste nomine”.

“Non ho assolutamente nulla contro le persone nominate nel CdA, amici e professionisti stimati e rispettabili, ma con competenze tecniche limitate o non idonee alla nomina ricevuta. Mi sarei aspettato nomine tecniche di alto profilo, di persone che possano contribuire a traghettare l’Asm verso una nuova gestione, trasparente, snella, professionale ed efficiente, che possa far dimenticare il recente nebuloso passato; insomma un’azienda di moderno stampo manageriale proiettata verso un luminoso futuro al quale deve e può ambire”.

“Per me, che non sono di certo un politico né di professione né di mentalità, ma un professionista con 30 anni di onorato servizio da dipendente statale e che mi sono immerso in questa avventura politica con passione ed entusiasmo mettendo a disposizione della città la mia esperienza, tutto ciò rappresenta un pericoloso balzo all’indietro agli ideali ed ai comportamenti della peggiore prima repubblica e delle logiche di partito ad essa legate, che invece a mio avviso dovrebbero essere dimenticati e sostituti da comportamenti ossequiosi delle leggi e delle regole e rispettosi della volontà popolare che ci ha eletti al governo della città. Il fallimento della Prima Repubblica è del resto ormai acclarato e consegnato ai libri di storia”.

“Questa Amministrazione, guidata dal prof. Bolognari, della cui integrità morale, onestà intellettuale, capacità e competenza ho sempre preso atto e che sinora ho convintamente e senza riserve appoggiato, ma che ovviamente ha bisogno di essere validamente coadiuvato e stimolato, ha perso, a mio avviso, una importante occasione per dare un taglio netto con le logiche ed i comportamenti clientelari del passato, logiche e comportamenti che hanno contribuito in modo inequivocabile ad offuscare negli anni il nome di Taormina. Sono gli uomini a determinare ed indirizzare le situazioni e non viceversa. E gli uomini che si sono succeduti negli ultimi 40 anni ad amministrare Taormina spesso non sono stati all’altezza del compito e le ultime vicissitudini, strascichi di anni ed anni di malgoverno, quali ad esempio quelle che hanno portato al dissesto economico finanziario della Città, ne sono una riprova lampante e rimarranno nel tempo presenti nella storia di Taormina quali cicatrici indelebili. La mentalità imperante troppo spesso e per troppi anni è stata improntata al più totale immobilismo. Come dire: perché stare fermi se si può rimanere immobili? Oppure più facilmente: meno faccio, meno sbaglio”.

“Rimango profondamente convinto che per tentare di modificare un sistema politico, che ritengo superato, clientelare, marcio e corrotto nelle sua fondamenta, bisogna essere presenti ed agire senza indugio all’interno del sistema stesso. E che sia necessaria la buona volontà di tutti. Per questo continuerò a lottare, con tutti i mezzi a mia disposizione, affinché una visione spesso bieca, miope ed ottusa, propria di una certa politica, possa essere superata da una proiettata sul lavoro serio, sulla meritocrazia, sull’onesta, sull’etica, sulle competenze, sulle professionalità e sulla giustizia sociale, e che si possa consegnare un avvenire solido, prospero e con opportunità lavorative per le future generazioni di Taorminesi. Future generazioni che dovranno essere educate al rispetto delle regole ed all’osservanza delle leggi e non a credere di poter vivere in una sorta di Far West nostrano scriteriato e scellerato nel quale ognuno è libero di fare ciò che vuole, in assenza totale di controlli e nell’utopia di una legalità troppo spesso latitante”.

“Nella speranza che noi taorminesi possiamo finalmente riacquisire un senso di comunità e di fierezza, che ha contribuito in un passato ormai purtroppo remoto a rendere grande il nome di questa Città e che oggi purtroppo è indelebilmente sparito. E perché noi taorminesi possiamo nuovamente renderci artefici del nostro futuro, padroni a casa nostra, e non ospiti bistrattati in un Paese che è stato depredato e svenduto già da tempo alla Regione Sicilia, alla Provincia di Messina ed a squallidi avventurieri senza scrupolo, personaggi di dubbia moralità accorsi da ogni dove per conquistare la terra promessa, un Eldorado chiamato Taormina, che qui hanno fatto le loro fortune e che adesso battono i pugni, decidono e dispongono a casa nostra con protervia ed arroganza, penalizzando spesso l’imprenditoria locale e facendo del nostro Paese il proprio personale Bancomat, lasciando a Taormina le briciole del potere economico ed in alcuni casi il nulla cosmico. E non mi riferisco certamente ai grossi nomi dell’imprenditoria europea e mondiale che hanno deciso e decidono di investire nella Perla dello Ionio, e che danno lavoro a tanti nostri compaesani”.

«Al nostro sindaco  chiedo una decisa inversione di rotta di questa Amministrazione, nonostante le evidenti difficoltà legate al periodo che viviamo che stanno rendendo il governo di questa città sempre più complesso e difficile».

“Come già detto, la gente ci osserva, giudica il nostro operato e trae le proprie conclusioni su ogni cosa promessa, fatta e non fatta. Al Consiglio comunale intero ed alla Giunta voglio chiedere invece un radicale sforzo comune finalizzato al cambiamento della vecchia e farraginosa mentalità indovata nel DNA di noi tutti da squallidi esempi generazionali, retaggio di una politica di basso livello e di ancor più bassi contenuti, per fare posto ad un impegno assoluto volto a restituire decoro e prosperità a Taormina, a promuovere onestà e legalità ed a premiare lavoro, efficienza, serietà e professionalità. Basta con atteggiamenti isterici da primedonne né comportamenti da mercato in stile SUK Tunisino né spot ad effetto da campagna elettorale perpetua in Consiglio. Ma lavoro serio, idee, programmazione, determinazione, credibilità e concretezza. Sono un sognatore, un idealista? Può darsi. Ma è meglio lottare senza mai arrendersi per ciò in cui si crede piuttosto che piangere per ciò che inevitabilmente si perde rinunciando passivamente ad agire”.

© Riproduzione Riservata

Commenti