TAORMINA – Finisce la stagione estiva e a Taormina, come del resto anche in tante altre località italiane, già incombe il movimento di attività commerciali destinate a cambiare proprietà e/o gestione. Nulla di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire visto che da queste parti è sempre stato così quando arriva il periodo autunnale-invernale e sin dai bei tempi si rimescolano le carte tra chi compra e chi vende, tra chi passa la mano e chi subentra. Tutto come al solito se non fosse che stavolta c’è di mezzo una pandemia e se nel 2020 era ancora la prima annata e in tanti pensavano che in fondo dopo quel durissimo lockdown tutto sarebbe finito in fretta, stavolta il discorso appare diverso.

La pandemia si protrae ormai da un anno e mezzo e il secondo autunno dell’era Covid diventa il vero banco di prova per capire chi riuscirà a resistere, chi deciderà di fare un passo indietro e chi vorrà (ri)lanciare la sfida. L’estate che sta per andare in archivio ha visto una invasione di turisti “mordi e fuggi” e di certo non si può dire che le attività non abbiano lavorato, ma a questo punto c’è da capire quanto rimane ancora per arrotondare gli incassi dei mesi recenti e quando calerà il sipario sulla stagione. Scampoli di estate con il pensiero che in tanti casi va già ad un lungo inverno, visto che la prospettiva è quella di rivedere i turisti in primavera e potrebbe esserci all’orizzonte una montagna durissima da scalare per 6 o 7 mesi.  Le prossime settimane cominceranno ad essere indicative per tracciare una linea di confine tra chiacchiere e fatti, tra chi i soldi li ha davvero in tasca e chi vende il solito fumo, tra chi avrà la forza di andare avanti e chi deciderà di abbassare le saracinesche. C’è da capire se a Taormina si vedrà soltanto qualche movimento di routine o se matureranno affari di rilievo nel settore della ristorazione e degli alberghi. Senza dimenticare le trattative del mercato del mattone: ma quello è un altro capitolo.

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