Tra luglio e agosto gli italiani che hanno scelto di trascorrere le vacanze senza uscire dall’Italia hanno battuto ogni record: secondo un’indagine di Cna Turismo e Commercio, sono stati 23 milioni in totale contro i 17 del 2020 e i 18 del 2019, l’anno precedente la pandemia. Con loro hanno villeggiato in Italia anche sei milioni di turisti stranieri, molto meno rispetto alle estati pre-pandemia ma in numero consistentemente più numeroso del previsto, un dato favorito, secondo la Cna, dagli effetti positivi del “green pass”. La questione riguarda evidentemente da vicino anche Taormina, capitale del turismo siciliano, dopo la pandemia si è portata via l’85% dei flussi turistici che veniva generato proprio da visitatori stranieri.

Dall’indagine di Cna condotta tra gli associati alla Confederazione di tutto il Paese emerge che per quanto riguarda la ricettività, a essere privilegiate dagli italiani nei due mesi, con 15 milioni di arrivi, sono state le tradizionali strutture alberghiere mentre le strutture extra-alberghiere (in testa i campeggi nelle loro varie declinazioni) ne hanno totalizzati otto milioni. Se gli stranieri hanno parzialmente rilanciato le città d’arte (che rimangono però ancora molto toccate dagli effetti della pandemia), sono state le località balneari a fare la differenza, complice anche il gran caldo della stagione. “Il tutto esaurito – secondo CNA – ha segnato le spiagge da un capo all’altro dell’Italia in misura significativa grazie agli imprenditori che hanno offerto alla clientela “stabilimenti all’avanguardia anche per quanto riguarda la tutela della salute”.

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