TAORMINA – A 22 mesi dalla conclusione della legislatura emergono i primi mal di pancia in maggioranza e la recente presa di posizione della vicepresidente del Consiglio comunale, Alessandra Caltabiano, non sembra essere l’unico distinguo all’interno dell’aggregazione di governo. Il sindaco Mario Bolognari pare intenzionato ad avviare un giro di incontri, a stretto giro, per incontrare gli scontenti, confrontarsi e rassicurare tutti sulla situazione. L’obiettivo è quello di spegnere le tensioni e serrare le fila dello schieramento. Intanto, al palazzo sembra esserci più di un malumore, non soltanto per le nomine all’Asm ma anche per altri aspetti e tra questi anche per la posizione dominante assunta all’interno dell’aggregazione dal gruppo politico che fa riferimento a Mario D’Agostino.

Dalle dinamiche che hanno accompagnato nei mesi scorsi la nomina del quinto assessore in Giunta per arrivare poi alle recenti indicazioni del Cda di Asm, l’asse politico della maggioranza pare essersi decisamente sbilanciato dalla parte dell’ex vicesindaco della Giunta Giardina, passando da una rinnovata intesa con il sindaco Mario Bolognari. E come si sa il candidato sindaco per il 2023 su questo fronte coinciderà proprio con uno di questi due nomi: o la ricandidatura dell’attuale sindaco Bolognari o la nomination di D’Agostino, che è già pronto da tempo a correre per la prima poltrona della città.

Così alcune anime dell’Amministrazione sembrano invece relegate ai margini dei momenti decisionali. Le tensioni si acquieteranno e tutto rientrerà già nei prossimi giorni. O forse no. Lo si vedrà in questa fase finale d’estate in cui la politica taorminese già si guarda attorno e da più parti si pensa al futuro. In qualche caso con tanto anticipo e troppa frenesia.

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