TAORMINA – La bomba la lancia Venezia ma l’eco arriva sino a Taormina. Venezia, città del turismo per eccellenza, sembra essere ormai ad un passo dalla clamorosa decisione di mettere in atto quanto aveva deciso tre anni fa, ovvero mettere un blocco agli accessi dei visitatori. Numero chiuso, accesso contingentato e su prenotazione alla città con un controllo dei punti strategici e tanti saluti a quel mordi e fuggi che assalta il territorio, crea caos e molto spesso lo invade senza lasciare un euro all’economia locale.

La Giunta di Venezia aveva già messo in cantiere nel 2018 questa soluzione che adesso pare destinata a concretizzarsi e scattare nell’estate 2022. Quattro anni fa a Venezia ci fu il primo tentativo di arginare la ressa dei turisti in ingresso con due varchi presidiati dalla polizia. “Non ci vedo niente di male”, ha detto il sindaco Luigi Brugnaro. “Le persone che decidono di venire a Venezia sono sempre ospiti importanti per noi. Vogliamo garantire una maggiore vivibilità di questa città. Devieremo il traffico a stantuffo, cioè se serve”. Gli unici a essere esentati dai blocchi sono stati già allora e continueranno ad esserlo i residenti e i pendolari.

Così, come avviene in uno stadio o in un centro commerciale, i tornelli conteranno i numeri degli ingressi, impedendoli a chi non abbia la prenotazione. Una specie di “green pass” turistico che per il momento ha avuto l’effetto di dividere la città lagunare tra chi è favorevole e chi è contrario. I cancelli elettronici dovrebbero essere installati all’uscita della stazione ferroviaria (quella di Santa Lucia), a piazzale Roma (accesso con auto e pullman) e agli approdi dei lancioni granturismo. L’obiettivo è quello di limitare gli arrivi solo a quanti hanno in tasca la prenotazione della visita, sotto forma di un Qr code, digitale o stampato. I dettagli tecnici non sono ancora definiti, ma probabilmente la prenotazione avverrà utilizzando la stessa piattaforma digitale che fu pensata per il pagamento del contributo d’accesso, ovvero il ticket dei turisti, quale contributo alle spese di gestione cittadine ingigantite dai flussi turistici. Resta quindi il progetto di far pagare il biglietto per entrare a Venezia, con una serie di categorie che sono esentate dal farlo, in particolare chi ci vive e chi ci va giornalmente per lavoro.

Venezia fa una scelta coraggiosa, ha deciso di scrollarsi di dosso, insomma, la pressione insostenibile del turismo di massa e così lancia un segnale forte. Adesso c’è da capire se anche le altre mete turistiche che si trovano nelle medesime condizioni faranno lo stesso. A questo punto ci chiediamo se Taormina andrà nella stessa direzione o se almeno una valutazione verrà fatta. Ad agosto la capitale del turismo siciliano è stata letteralmente presa d’assalto da un flusso travolgente di visitatori di prossimità che hanno portato da queste parti un numero di persone probabilmente anche superiore al 2019, in un contesto nel quale però non c’erano gli stessi turisti stranieri.

E allora Taormina va verso un bivio storico: si deciderà di far finta di niente, tirare dritto per la propria strada ed infischiarsene del segnale che lancia Venezia o si prenderà in considerazione di mettere le basi per il rilancio del turismo percorrendo la strada dei tornelli per contenere l’invasione vista ad agosto e dare respiro ad un territorio che evidentemente non sembra in grado di resistere a quella pressione micidiale?

Ingresso in città con prenotazione o liberi tutti? Taormina avrà la volontà o almeno il coraggio di provare a mettere un freno o si consegnerà anche nel 2022 a piene mani al  luna-park fracassone del mordi e fuggi?

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