TAORMINA – “Taormina se vuole prolungare la stagione oltre il 31 agosto deve decidere cosa vuole fare. Con questo turismo di massa diventa impossibile arrivare in città per il turista, persino parcheggiare e meno che mai si può godere della bellezza dei luoghi. Così diventa difficile anche proporre questa destinazione ad un turismo di qualità”. Il monito arriva dal presidente emerito di Uftaa (United Federation of Travel Agents’ Associations), la federazione internazionale degli agenti di viaggio, Mario Bevacqua, che si mostra preoccupato per l’invasione “mordi e fuggi” in atto nella capitale del turismo siciliano. “Il turismo di massa a Taormina c’è sempre stato e non è una novità in senso assoluto – spiega Bevacqua – ma la pandemia sta acuendo questa tendenza e Taormina se non comprende e non decide che tipo di turismo vuole accogliere non andrà da nessuna parte. Ci sono troppe teste pensanti e ognuno vuole imporre la propria idea e il suo modello di vedere la città. Il problema è che poi non ci sono neanche idee in grado di cambiare la situazione e rilanciare la città. Appare paradossale anche la polemica su Isola Bella: introdurre un numero contingentato di ingressi è il minimo possibile, occorre regolamentare tutto”.

“Luglio e agosto sono un capitolo a parte, Taormina viene invasa dall’entroterra ma se questa tendenza cresce e la si incoraggia – spiega Bevacqua – il territorio diventa invivibile. Il comprensorio non è attrezzato per ricevere tutto questo enorme flusso di persone. L’agente di viaggio che vuole fare una proposta di turismo di èlite trova difficoltà. Il soggiorno di una clientela di livello non può andare d’accordo con la presenza della massa. Il mordi e fuggi sottrae al turista l’opportunità di godere delle cose belle, invade le spiagge e i centri ma cosa lascia alla fine al territorio e all’economia locale? Disordine e oneri aggiuntivi al Comune in termini di costi sui servizi, in primis sulla raccolta rifiuti”.

Bevacqua si sofferma anche sulla recente dichiarazione in Consiglio comunale del presidente della Prima Commissione Consiliare, Salvo Brocato sulle strutture ricettive in regola a Taormina: “Apprendo che ce ne sarebbero circa 600 e se così stanno le cose è un danno enorme per la comunità, per il Comune che perde molti soldi di imposta di soggiorno e significa che c’è una impressionante forma di concorrenza sleale con un abusivismo che auspichiamo possa essere individuato e fermato”.

“Gli operatori economici devono fare rete – conclude Bevacqua -, ho proposto agli albergatori di Taormina l’ipotesi di un pacchetto turistico ad hoc che preveda un mese di soggiorno a Taormina in bassa stagione, quando non c’è il caos, come quando si veniva qui d’inverno a godere del clima e delle meraviglie del luogo. La pandemia crea una forte instabilità e incertezza ma non può diventare un eterno alibi. Non è stato recuperato il turismo straniero e non è stata fatta una strategia, sia a livello locale che per quanto concerne il governo regionale ed il governo italiano. La pandemia c’è anche in Spagna, anche in Grecia ma lì si stanno attrezzando per reagire. I governi hanno bloccato i collegamenti ma adesso che si sta riaprendo bisogna agire. Se a Taormina si lascia tutto questo spazio al turismo di prossimità, la città si preclude la possibilità al turismo vero che è fatto di soggiorni lunghi, di almeno una settimana”.

© Riproduzione Riservata

Commenti