l'avvocato Pippo Perdichizzi

TAORMINA – La recente presenza di Matteo Salvini a Taormina lascia strascichi polemici. La breve tappa nella Perla dello Ionio che il 17 agosto scorso doveva essere pubblica (con una manifestazione in piazza Duomo) e che poi è diventata visita privata (con soggiorno dell’ex ministro in un noto hotel della città), è andata in archivio, infatti, con una coda di malumori negli ambienti leghisti taorminesi di quanti auspicavano di poter incontrare il leader del Carroccio ma sono rimasti delusi.

A non risparmiare frecciate, in particolare, ai vertici siciliani della Lega è l’avvocato Pippo Perdichizzi, leghista della prima ora a Taormina, che a quanto risulta ha preso le distanze dalla Lega e non condividendo la linea dell’attuale governance siciliana ha deciso di non rinnovare la tessera con il partito di Salvini.

“La venuta di Salvini a Taormina ha palesato l’inadeguata capacità politica della nuova classe dirigente della Lega in Sicilia – si legge in una nota di Perdichizzi -. Forse l’attuale segretaria regionale non sa che Taormina fin dal 2008 è stata la prima roccaforte della Lega in Sicilia, anche quando nessuno aveva ancora aderito qui alla Lega. I taorminesi hanno dato sostegno elettorale al partito ma non vengono presi in considerazione. Nella dirigenza leghista siciliana si notano personaggi forse impegnati ad apparire momentaneamente leghisti più che esserlo e che non sanno che Taormina aveva prima della loro venuta un gruppo di militanti e consiglieri comunali”.

Perdichizzi lamenta “scorrettezza politica e di galateo umano”. “Non vogliamo pensare che qualcuno abbia volutamente o distrattamente tenuto Matteo Salvini distante e distinto dai leghisti di Taormina e del comprensorio e da chi è referente del partito in Consiglio comunale, persino facendosi negare al telefono e non rispondendo ai messaggi. Appare politicamente grave che chi ha messo le medaglie di latta al petto impedisca al proprio leader di incontrare i suoi sostenitori”.

“Ci è dispiaciuto vedere Matteo Salvini privo di bussola politica – conclude Perdichizzi – in mano a chi all’ultima ora è salito sul carro del presunto più forte per accaparrarsi un posto al sole nel futuro politico siciliano. Prendiamo atto e abbiamo capito come il sogno del 34% si sia infranto, materializzandosi nella solitudine che accompagna Matteo Salvini lungo le strade del Sud e della Sicilia. La maledizione del gattopardo ha colpito la Lega in Sicilia, un partito trasformato da grande speranza di rinnovamento a contenitore di un trasformismo inconcludente statico. Salvini è ancora in tempo per azzerare tutto e liberarsi da questo sortilegio mortale che lo circonda”.

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