Mario D'Agostino e Mario Bolognari

TAORMINA – Le nomine del CdA Asm dividono la maggioranza di governo ma soprattutto aprono la campagna elettorale per il 2023 anche tra le fila dell’Amministrazione di Taormina. Dopo le prime mosse dell’opposizione (che sin qui brancola nel buio pesto e resta lontana anni luce dal trovare quadra) ora è il sindaco Mario Bolognari ad entrare nella futura partita politica.

Le nomine all’Asm qualcosa dovevano dire e il segnale è arrivato. Il primo cittadino avrebbe potuto posizionare nel Cda dei nomi fuori sacco, pescare dal proprio mazzo figure terze a suo piacimento estranee all’aggregazione come aveva fatto a suo tempo con Antonio Fiumefreddo, invece si è mosso nel perimetro degli accordi politici con gli alleati, in sintonia con il primo alleato in particolare: Mario D’Agostino. L’alba di Asm 2.0 parte dal tema caratterizzante di questa Amministrazione: l’asse Bolognari-D’Agostino, quello che ha determinato il successo nel 2018 e quello che si proietta di gran carriera, con una rinnovata intesa, a braccetto verso la contesa che verrà. Bolognari rinsalda il patto con D’Agostino e con una mossa ne fa due: si tiene le porte aperte per inseguire di un’altra sindacatura (la quarta e sarebbe un record) e – nel caso di un passo indietro – rinnova l’investitura sul nome a lui gradito di D’Agostino.

Gli strali dei malpancisti non preoccupano i due principali esponenti dell’Amministrazione, nella convinzione condivisa che dopo i fuocherelli di fine agosto tutto rientrerà e le acque si calmeranno. C’è da pensare agli ultimi 22 mesi di governo, a spianarsi il terreno verso la riconferma, sapendo che dall’altra parte c’è un’opposizione messa male e non preoccupa, e ad oggi per chi governa c’è un’autostrada davanti per prendersi ancora Taormina, sino al 2028.

Bolognari, insomma, da un lato consegna all’alleato le chiavi di Asm e ne asseconda le pretese di vecchia data, dall’altro mantiene comunque il controllo politico dell’azienda perché le scelte fatte non sono ingombranti e neanche ingestibili. Si vedrà, a tempo debito, se poi il candidato sindaco sarà di nuovo Bolognari o se ci sarà la staffetta con D’Agostino, intanto la maggioranza si conferma una sinfonia a quattro mani, con il resto a ruota a partire dai vari Corvaia e Carpita. E forse con qualcun altro che inizia a pensare di sfilarsi dalla compagnia per non condannarsi a ballare una coreografia fatta da altri.

Intanto il dato politico è arrivato e non è irrilevante: al palazzo la volata per il bis è scattata, la sfida è lanciata e all’Asm per le rivoluzioni copernicane ci sarà tempo. Ora è il tempo della politica e la retorica del miracolo si inchina al richiamo della foresta.

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