TAORMINA – Antonio Fiumefreddo si congeda da Asm e quello sembrava essere un arrivederci, a sorpresa, potrebbe essere invece un addio.

Nell’intervista a BT non passano inosservate le parole forti, per alcuni versi clamorose, del liquidatore uscente che nei giorni scorsi era stato proposto pubblicamente dal sindaco – nel corso di una conferenza stampa congiunta – per il ruolo di direttore generale dell’Azienda.

“Temo che chi fa il mio nome quasi lo minacci, e magari benevolmente se ne serva come clava per dire a chi scalpita che potrei rimanere ancora. C’è da scommettere che su una mia permanenza si si leverebbero gli scudi di quanti non accettano che non è più tempo di politicanti e di botteghe dalla più svariata mercanzia clientelare”.

Il 12 agosto 2021, nel corso di una conferenza stampa al Palazzo dei Giurati, Fiumefreddo era stato indicato come direttore generale “in pectore” dal primo cittadino. Adesso dall’ex presidente di Riscossione Sicilia arrivano parole pesanti, che risuonano come uno strappo: si va verso un divorzio all’italiana o si tratta soltanto di schermaglie di fine liquidatela? Lo vedremo a stretto giro.

Di certo Fiumefreddo parla di “politicanti”, “botteghe” e “mercanzia clientelare”: espressioni non casuali e del tutto in linea con le riflessioni che abbiamo fatto qui a chiare lettere sul futuro che si delinea per Asm, dove speriamo di sbagliarci ma nell’aria c’è un profumo (o dovremmo utilizzare altro termine) poco inebriante di restaurazione politica. La stessa che all’Asm ha già fatto più danni della grandine. Prosit.

 

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