TAORMINA – Allo scadere dei 30 giorni dall’avvenuta dichiarazione il 22 luglio scorso di dissesto finanziario del Comune di Taormina, il Consiglio comunale ha votato nelle scorse ore le prime misure previste nell’iter successivo al default, con riferimento “all’attivazione delle entrate proprie ai sensi dell’art. 251 del decreto legge n.267 del 2000”. Le misure in oggetto sulle quali ha deliberato l’assemblea riguardano intanto l’aumento (del 14%) dell’addizionale comunale Irpef mentre l’Imu per l’anno 2021 resta immutata poichè era già al massimo dell’aliquota (10,60) e l’imposta di soggiorno stando a quanto votato dal Consiglio rimane nell’immediato invariata per l’anno corrente (con le vecchie tariffe del 2015) in vista poi di un aumento delle tariffe che scatterà nel 2022.

La normativa sulla quale si è soffermata l’aula è quella che prevede che “nella prima riunione successiva alla dichiarazione di dissesto e comunque entro trenta giorni dalla data di esecutività della delibera, il Consiglio dell’ente è tenuto a deliberare per le imposte e tasse locali di spettanza dell’ente dissestato, diverse dalla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, le aliquote e le tariffe di base nella misura massima consentita, nonché i limiti reddituali, agli effetti dell’applicazione dell’imposta comunale per l’esercizio di imprese, arti e professioni, che determinano gli importi massimi del tributo dovuto”.

Riguardo all’imposta di soggiorno, in sostanza, per ora rimane tutto com’è ma dal 1 gennaio 2022 scatteranno poi degli aumenti che il Comune intende applicare all’extra-alberghiero e la cui concertazione della relativa tabella verrà avviata a Palazzo dei Giurati da settembre, per rimodulare le tariffe.

L’Irpef aumenterà e lo farà del 14%, passando con uno +0,01% della tariffa dallo 0,07% allo 0,08%. Per l’aliquota Imu tutto rimane con l’attuale aliquota che era già quella a suo tempo portata al massimo, anche se l’opposizione ha chiesto di attenzionare le valutazioni catastali degli immobili e ha sollevato delle perplessità sul fatto che chi ha un appartamento convertito a poter fare ospitalità come un bed & breakfast non possa avere la stessa tariffa di chi ha l’Imu abitativa. Da qui la richiesta dei consiglieri di opposizione di un controllo su questo aspetto.

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