ROMA (ITALPRESS) – “Tre milioni e mezzo di ragazze afghane hanno potuto in questi anni frequentare le scuole; l’aspettativa di vita in quel paese per le donne negli ultimi venti anni è passata da 57 a 66 anni. Dovranno essere quelle ragazze e quelle donne che, come Zarifa Ghafari, la giovane sindaca di 27 anni, hanno assunto in quel Paese ruoli di responsabilità, la misura della annunciata volontà di pacificazione dei talebani. Noi non volgeremo lo sguardo da un’altra parte di fronte a violazioni dei diritti umani che sarebbero intollerabili, dopo il tributo di vite che l’Italia stessa, con i suoi eroici militari e civili, ha pagato. L’Europa deve parlare con una voce sola a difesa dei diritti umani e dovrà essere in prima linea, per fronteggiare la crisi geopolitica e umanitaria, il cui impatto si riverserà ben presto sulle aree circostanti”. Lo scrive sul suo blog Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie.
“Ce lo impone la nostra coscienza e il dovere morale di aiutare chi ha bisogno, così come stanno facendo i nostri medici in prima linea e tutti coloro i quali, diplomatici, militari, gente comune, hanno servito in questi anni con onore, dignità e coraggio in Afghanistan – aggiunge -. A tutti loro va il nostro ringraziamento e il nostro rispetto. E ancora, ce lo impone il fatto – e lo dico soprattutto da donna – che non possiamo lasciare da sole le donne afghane, in queste tragico e difficile contesto”.
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