TAORMINA Prima la coppia focosa di amante che hanno fatto sesso in piazza, adesso un improvvisato stripper, ancora lì, sempre nel salotto di Taormina. Ennesimo episodio con il “bollino rosso” in piazza IX Aprile a Taormina. Stavolta il fatto non si è verificato nelle tenebre solitarie alle 4 di notte ma in piena serata, davanti a tutti, adulti e bambini. Ad entrare in azione è stato un improvvisato spogliarellista che, indisturbato, si è preso la scena e di gran carriera si è messo al centro della piazza, poi si è tirato giù i pantaloni e in mutande si è messo a ballare allegramente. Ad accompagnare il tizio c’erano persino le note di You Can Leave Your Hat On, la famosa colonna sonora di 9 Settimane e 1/2. Nell’occasione non c’era neanche lo zero per cento di attinenza con la famosa performance in cui Kim Basinger si spogliava davanti ad una tendina per Mickey Rourke. Sotto gli occhi dei turisti si è presentato un personaggio che in pieno Corso Umberto ha arringato la folla con l’urlo di Tarzan per poi spogliarsi, dando vita ad un fuori programma danzante di cui non si avvertiva la necessità. Alla faccia del decoro. Un tempo in piazza IX Aprile brindavano Richard Burton e Liz Taylor tra baci e champagne, oggi la ribalta è tutta per queste scene pietose e sulle quali non sappiamo se ci sia più da ridere o da piangere pensando a come si è ridotta Taormina.

Una riflessione – lo diciamo con estrema chiarezza – è doverosa e chi amministra questo paese non può continuare a mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi: dal remake di “Furia, Cavallo del West” alla versione siciliana de “Er Mutanda”, passando per le edificanti scene di visitatori deluxe che a ferragosto hanno pisciato nei vicoli e persino defecato sul parabrezza di un auto (solidarietà al malcapitato), è così che si vuole rilanciare Taormina? Galoppatori, spogliarellisti, avventori incontinenti e altri fenomeni da baraccone rientrano nelle strategie di promozione della città? C’è ancora chi ha il coraggio di negare l’evidenza, divagare sul tema con la solita retorica trita del perbenismo edulcorato, con qualche finto moralismo paesano a corrente alternata e supercazzole varie (bestialità del tipo “…pure questa è arte…”, “…a Taormina anche in passato c’era la trasgressione…”) per negare che così non si va da nessuna parte? O si dà una sterzata netta o Taormina così diventa un bordello. Ma forse ci tocca prendere atto che lo è già.

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