lo chef Giuseppe Santoro

TAORMINA – Prosegue il dibattito sulle prospettive dell’ospitalità nel polo turistico di Taormina e sull’estate 2021 all’insegna del “mordi e fuggi”. Sulla questione interviene lo chef Giuseppe Santoro, presidente nazionale Fip (Federazione Italiana Pizzaioli), consigliere della Condotta Slow Food Alcantara-Taormina, consulente internazionale in hospitality e responsabile di percorsi enogastronomici. Santoro, nella sua analisi della situazione, non fa mistero della sua preoccupazione per le tante (troppe) problematiche irrisolte a Taormina e nella sua Giardini Naxos (città della quale è originario).

“Ho avuto modo di leggere ed apprezzare nei giorni scorsi una lucida analisi del direttore di BlogTaormina, Emanuele Cammaroto, sulla situazione riguardante il turismo nel nostro territorio. Qui si vive di turismo ma in realtà se si parla di turismo non credo che molti dei nostri politici abbiano ancora compreso il senso ed il significato di tale parola, il vocabolo e ciò che ne è connesso. Il turismo di alto livello di cui tanto si parla credo che nelle nostre zone si sia fermato a tanti anni fa, quando volti noti del mondo dello spettacolo e del cinema, attori di fama internazionale e grandi artisti sceglievano la nostra baia e la raggiungevano non invitati occasionalmente per partecipare (lautamente pagati) a qualche manifestazione e poi andarsene dalla sera alla mattina, ma venivano qui di loro spontanea volontà, per il clima di divertimento e il servizio di eccellenza dei più noti alberghi, un modo di fare ospitalità che ha fatto scuola in Italia e all’estero ma che oggi è scomparso insieme alla professionalità di quei maestri dell’accoglienza”.

“Forse con l’avvento di Four Seasons qualcosa cambierà ma ci credo poco, l’accoglienza di livello alto deve essere sempre seguita da servizi e strutture d’avanguardia e qui siamo lontani da questi standards. Bisognerebbe fare un appello agli amministratori locali, invitarli a girare, viaggiare, imparare cosa significa il turismo. Fate così perché solo cosi avrete l’idea di cosa stiamo realmente parlando, altrimenti non comprenderete che se vogliamo davvero usare il metodo di classificazione degli hotel con le stelle noi a confronto di Spagna, Grecia, Francia e Portogallo per rimanere in Europa verremmo classificati in molti casi come un 2 stelle (vedi bagno in comune in fondo al corridoio, a destra o sinistra). E ci sono nazioni che forse raggiungeremo tra 40/50 anni, dove lì la stella sarebbe non pervenuta e verremmo considerati una casa vacanza di periferia”.

“Il problema sta a monte, l’accoglienza va oltre l’arrivo in hotel, qui si parla di servizi, parcheggi, itinerari, verde pubblico, locali decorosi, viabilità, sportelli del turismo attivi con persone competenti che parlino le lingue perché hanno studiato e fatto degli stage all’estero. E ancora banche con sportelli funzionanti, controlli sulla movida adeguati e mirati alla salvaguardia dei turisti e dei cittadini locali. Ma qui nulla in questi anni è cambiato e chi ci gestisce sa poco o nulla di imprenditoria e turismo, c’è chi fa il dottore e chi è professore e chi il commercialista, ben per loro ma – con tutto il rispetto – gestire un territorio che vive di turismo e un’Amministrazione che ha importanti proventi che arrivano dal turismo è tutta un’altra storia. Le capacità devono essere altre, manageriali, e non basta sicuramente aver letto cose di turismo su un libro o qualche articolo sul telefonino, aver fatto una crociera o un viaggio di un paio di settimane. Il turismo è l’anima, la vita di molte aziende in Sicilia e chi ha lo stipendio garantito il 27 di ogni mese non comprende cosa significa per tante piccole imprese lottare per avere le risorse necessarie ad assicurare a fine mese il sostentamento delle famiglie. L’indotto dietro un’azienda riguarda piccoli e grandi produttori e i posti di lavoro della filiera sono ancora di più”.

“Da questa pandemia 2020/21 le cose sono cambiate e si parla di turismo di massa e locale. E grazie al … direi ringraziamo che quel poco ci sia, qui nessuno si è attivato per cambiare le cose. Nessun politico si è rimboccato le maniche e ha attuato o anche solo pensato una strategia per scongiurare il collasso, eppure abbiamo avuto da riflettere sul 2020, un autunno e un inverno per intervenire, fare dei pacchetti ad hoc e pubblicizzare la nostra isola, realizzare delle infrastrutture adatte, chiedere alle compagnie aere di abbassare i prezzi dei biglietti, coinvolgere gli albergatori in una promozione mirata, abbassando i prezzi e offrendo servizi maggiori. Oggi assistiamo a una raffica di cancellazioni e si lavora solo nei weekend con prezzi ridicoli, e servizi uguali allo zero”.

“Come da prassi si giustifica la presenza di cumuli di rifiuti scaricando le colpe sui cittadini per non sottolineare che invece un servizio non funziona, alcuni eventi sono stati persi o ridimensionati senza la capacità di trovare un’alternativa o riprogrammarli, i parcheggi vengono lasciati allo sbando, i controlli sono pochi se rapportati all’affluenza in zona e ancora una volta a pagarne le conseguenze sono i cittadini locali esasperati e gli stagionali che da testimonianze raccolte hanno subito l’ennesima beffa con i bonus non arrivati, sottopagati e costretti a lavorare facendo un numero maggiore di ore rispetto a quelle che risultano nei contratti ed alcune ore quindi gratis perché molti pesudo-imprenditori dicono loro che “c’è poco lavoro” e “c’è poca qualità dei clienti”. Nel frattempo, in alcune zone ci sono pizzerie e tavole calde dove la spesa media e di 4/5 euro e in pizzeria di 12 euro. I ristoranti quelli di qualità continuano con il sali e scendi come le montagne russe, con cali di presenza durante la settimana anche del 30/40% e il caos nel weekend”.

“Il green pass introdotto in piena stagione, dal 6 agosto scorso, ha dato la botta finale. Tra l’altro mi trovavo all’estero per impegni di lavoro e sono appena rientrato facendo 3 scali su diverse rotte europee nessuno me lo ha chiesto. Soltanto il tampone per partire e per tornare. Niente invece nella città più visitate, nessuna richiesta”.

“Sembrava di essere tornati nel 2019, liberi di vivere e liberi di circolare, pulizia, ordine qualità della vita: li dove ci sono 2, 5 milioni di abitanti strade pulite gente felice e poco stressata da una qualità di vita migliore. Qui, in paesi di 10 mila abitanti, regna il caos totale, ci si lamenta quasi del turista d’assalto domenicale, anche se poi è grazie a loro che si sta sopravvivendo e grazie a loro qualcuno non rischia (al momento) la chiusura e grazie a loro che qualche stagionale riuscirà a percepire 1 o 2 mesi di Naspi, le briciole di una legge ridicola alla quale i sindacati si oppongono facendo fuffa, a suon di sterili slogan e inutili chiacchiere per illudere i lavoratori. Ma questi sono altri argomenti”.

“E la politica? I politici nella nostra terra hanno avuto la possibilità di cambiare le cose ma hanno fallito. Ha vinto (e hanno fatto vincere) il favoritismo, che porta a delle conseguenze visibili a tutti. Ogni azione produce una reazione e adesso non ci resta che invocare la benevolenza di Dio, perché ci aspetta un autunno e un inverno che ricorderemo nei prossimi decenni. Il vero problema non sono i turisti di prossimità ma i politici locali, mediocri e non adatti al ruolo che ricoprono. E la colpa non è neanche la loro ma dei cittadini “complici” che li hanno votati e rivotati”.

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