TAORMINA – Prende quota l’ipotesi di un nome alternativo per la candidatura a sindaco tra le fila dell’opposizione in vista delle elezioni amministrative del 2023 a Taormina. Tra gli attuali contendenti per la nomination non c’è intesa e – anche se mancano ancora 18 mesi al voto – appare molto difficile che si possa arrivare ad una convergenza che, alle attuali condizioni, metta tutti d’accordo. C’è già chi pensa ad un piano “B” se dovessero saltare le attuali candidature e le contromosse non mancano. Chi rimane determinato a giocarsi sino in fondo tutte le chance di candidatura a sindaco è Antonio D’Aveni, che in questa consiliatura, più di chiunque altro, non ha risparmiato duri attacchi all’Amministrazione in carica.

Nel gruppo “Unione Civica per Taormina”, formato dallo stesso D’Aveni nei mesi scorsi, c’è comunque un nome che non passa inosservato e potrebbe entrare a pieno titolo nella rosa dei candidati a sindaco: Antonella Garipoli.  L’alleata di D’Aveni sarà in ogni caso una dei volti di primo piano dell’aggregazione che si contrapporrà all’esecutivo in carica e potrebbe diventare anche un nome da mettere in campo per provare a sparigliare le carte se l’opposizione andrà nella direzione d un candidato alternativo a quelli attuali.

All’alba di una lunga campagna elettorale nella quale si rinnova da più parti l’ossessione dell’“io o nessun altro” e con lo scacchiere politico che resta abbastanza bloccato, potrebbe emergere a sorpresa (ma non troppo) proprio il nome della figlia di Nicola Garipoli, il compianto sindaco che i taorminesi hanno amato più di ogni altro e che a distanza di oltre 30 anni dalla sua scomparsa viene ricordato con grande affetto da tanti cittadini e persino da generazioni che non lo hanno neanche conosciuto ma ai quali è stato tramandato il gran lavoro svolto dal dottore Garipoli negli anni d’oro della città.

Antonella Garipoli si è candidata a sindaco nel 2006 ma anche nel 2018 andò ad un passo dalla nomination quando l’aggregazione politica che aveva puntato su Mauro Passalacqua si sfaldò clamorosamente dopo la rinuncia dell’attuale primario del Pronto Soccorso. Sembrava proprio lei la prescelta a raccogliere il testimone di quella mancata candidatura ma i colpi di mano “alla taorminese” (definiamoli così) ribaltarono nuovamente tutto.

Attenzione, insomma, a questa possibile candidatura di una donna dal cognome pesante ma soprattutto una figura che non si tirerebbe indietro e a cui non mancherebbero di certo il carattere e le capacità, ma soprattutto forti motivazioni per affrontare sfida per il governo di Taormina.

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